VIDEO / Davanti l’Isochimica per Angelo. “Altri due lavoratori stanno male. E non crediamo più nella giustizia”. Martedì prevista un’assemblea

30 Gennaio 2020

Alfredo Picariello – Martedì prossimo ci sarà una riunione , un’assemblea, dei lavoratori dell’ex Isochimica di Avellino, la “maledetta” fabbrica della morte. Parteciperanno anche i sindacati, forse gli unici rimasti al loro fianco. Questa mattina, un gruppo di operai, insieme alla Cgil, ha sostato dinanzi al mostro di Pianodardine. Un po’ per ricordare Angelo Dello Russo, la 29ma vittima della strage silenziosa, ex operaio 67enne di Mercogliano, morto lunedì. Un po’ per fare il punto della situazione. Dinanzi la lapide che ricorda la “strage”, Carlo Sessa, uno degli ex operai, ha il volto scuro.

“Dalle notizie che abbiamo ci sono altri due lavoratori che stanno lottando disperamente, si stanno aggrappando alla vita. Tutti e due hanno il tumore già da un paio di anni e sono in condizioni non buone, purtroppo. Mentre si fa un processo, gli operai continuano a morire. E parliamo di un processo che va rilento. In undici anni non si riesce a chiudere il primo grado di giudizio. Ci hanno letteralmente cacciato via da questa città (il processo, lo ricordiamo, da Avellino è stato spostato a Napoli, ndr) e non sappiamo perché, non sappiamo cosa c’è dietro a questo accanimento contro di noi. Non ci credo più alla giustizia e a questo processo. Forse la giustizia terrena per questi morti non ci sarà mai”.

Mario Giordano viene da Eboli, in provincia di Salerno. Anche lui ha lavorato nella fabbrica killer negli anni ’80. “Noi da questo processo cercavamo giustizia, da oltre 30 anni. Ma se si continua a rimandare per motivi banali, non siamo ottimisti. Intanto siamo qui a contare i nostri amici che muoiono e la giustizia sembra non arrivare mai. Abbiamo paura che questo processo sarà un boomerang per noi”.

C’è anche la questione dei pensionamenti che tiene banco. Una “beffa”. “Stiamo aspettando da tempo”, dice Lorenzo Preziosi. “Mi auguro che possiamo andare in pensione, siamo malati, per noi non c’è futuro, non c’è lavoro, ho 55 anni e sono ancora senza lavoro, non posso vivere con 400 euro al mese”.

“Bisogna fare di più perché il tempo passa”, sostiene Franco Fiordellisi, segretario provinciale della Cgil. “Lo Stato, il Governo, dia delle risposte chiare per chiudere una partita ventennale”.