VIDEO/ Corruzione elettorale e appalti in cambio di soldi: bufera su Aufiero e altri 18 indagati

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Diciannove indagati per reati che vanno dalla corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, turbata libertà degli incanti e corruzione elettorale, accesso abusivo al sistema informatico (competenza della Procura di Napoli) . Una vera e propria bufera che si è abbattuta sui fratelli Antonio ed Emanuele Aufiero, all’epoca dei fatti presidente del consiglio comunale il primo (ma secondo la Procura il vero dominus) per vicende di corruzione documentate dalle indagini dei Carabinieri della Compagnia di Mirabella Eclano, coordinati dalla Procura di Avellino e dalla Procura di Napoli, che avevano anche eseguito intercettazioni ambientali e telefoniche nei confronti degli indagati . Tutti sono stati destinatari di un avviso di conclusione delle indagini preliminari firmato dal Procuratore della Repubblica Domenico Airoma e dal pm titolare delle indagini, il sostituto procuratore Cecilia De Angelis e nei loro confronti si profila una eventuale richiesta si rinvio a giudizio . Nell’ottobre del 2020 per provvedere ad individuare tutti gli imprenditori che potevano concorrere a versare somme per i debiti contratti per la campagna elettorale delle Regionali del 2020 che in un primo tempo si sarebbero dovute svolgere in aprile ma erano state poi celebrate a settembre dall’allora Presidente del Consiglio Comunale Antonio Aufiero, candidato nelle liste di Forza Italia e di fatto secondo la Procura vero dominus dell’amministrazione comunale, sia il sindaco dell’epoca Emanuele Aufiero (fratello del candidato) che altri esponenti della locale amministrazione si sarebbero fatti consegnare soldi dietro la promessa di affidamenti da parte dell’amministrazione comunale. Dal primo imprenditore avrebbero ricevuto mille euro. Dall’impresa che gestiva il depuratore comunale all’epoca dei fatti (7 ottobre del 2020) oltre alla promessa di 30mila euro ci sarebbe stato il versamento di una somma di 1500 euro. Il caso più eclatante era quello dell’affidamento della gestione della pubblica illuminazione ad un’impresa della zona, che in cambio si sarebbe occupata di tutti i costi della campagna elettorale. Quelli per allestire il Comitato Elettorale di Aufiero in Via Dalmazia ad Avellino, oltre a coprire anche le spese per il soggiorno il 14 e 15 agosto 2020 in un hotel della Costiera Amalfitana. Nell’inchiesta della Procura di Avellino ci sono anche nove elettori indagati in concorso con lo stesso candidato alle elezioni regionali del 2020 Antonio Aufiero per “corruzione elettorale”, ovvero la violazione dell’art. 86 (comma 1 e 2) del Dpr 570/1960. Almeno dieci i capi di imputazione che riguardano questo secondo capitolo dell’indagine condotta dai Carabinieri di Mirabella Eclano. Dal posto auto per un parente disabile all’interessamento per una visita di invalidità, passando per la garanzia di nomina di scrutatore fino all’inserimento di familiari in un progetto del Comune di Pratola Serra che doveva partire il 5 agosto 2020 ma era invece partito il 1 settembre secondo le accuse della Procura di Avellino per volontà dello stesso Antonio Aufiero, senza alcun atto ufficiale. Il progetto in questione era quello denominato “Tutela Ambiente e Sorveglianza del Territorio Pratola Serra 3”. Questo progetto era stato tra l’altro annullato dalla Commissione Straordinaria insediata presso il Comune di Pratola Serra, perché violava i principi di reclutamento del personale presso la pubblica amministrazione. A questi profili si aggiungevano anche promesse di interventi per posti di lavoro in fabbriche anche di carattere nazionale. Con l’intervento di un vero e proprio procacciatore che al telefono segnalava di aver trovato una persona il cui figlio aveva inviato ad una nota azienda il proprio curriculum. Anche in questo caso dopo l’incontro c’era stata la promessa del voto.

Un altro filone delle indagini, con un avviso della Procura della Repubblica di Napoli, riguarda altri sette indagati per l’ipotesi di accesso abusivo al sistema informatico. Ora si dovrà attendere che gli indagati decidano se chiedere nei prossimi 20 giorni.

Aerre