Vicenda politica, l’opposizione attacca e chiede assise

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Comune – Piazza del Popolo: l’opposizione incalza. I consiglieri di minoranza -Giovanni D’Ercole e Modestino Iandoli, Carmine Montanile (Alleanza Nazionale), Antonio Gengaro e Antonio De Fazio (Libera Città), Gennaro Romei (Udc) Nicola Battista e Edoardo Fiore (Forza Italia)- denunciano in una nota “il clima di leggerezza, stasi e arroganza che pervade l’azione amministrativa della maggioranza che dovrebbe governare la Città di Avellino”. “Riteniamo doveroso – continua la minoranza di Palazzo di città – da parte della maggioranza dibattere pubblicamente in Consiglio le questioni politiche alla base delle proprie divisioni. Per tali motivi chiediamo la convocazione urgente del Consiglio comunale affinché il sindaco tenga una pubblica informativa sui motivi della crisi, sulla eventuale sua soluzione e sui termini della eventuale soluzione della crisi stessa. È innegabile, infatti, che da oltre un mese la maggioranza di centrosinistra ha aperto in maniera ufficiale la crisi al Comune di Avellino. In oltre un mese, però, non è emersa né la soluzione della crisi, né sono state esplicitate alla città le ragioni della crisi della maggioranza cittadina”. E ancora. “In questi giorni sono pervenuti alla maggioranza numerosi appelli alla responsabilità rivolti dall’opposizione, in considerazione anche dell’aggressione criminale che la città sta subendo”. Senza dimenticare “l’emergenza rifiuti e quella della gestione dei lavori in città. La maggioranza – continua il comunicato – perdura in atteggiamenti irresponsabili che, di fatto, hanno paralizzato l’attività amministrativa e rendono all’opinione pubblica un’immagine di grande debolezza delle istituzioni. Oltretutto ancora non si dimostra capace di restituire funzionalità alla Commissione Urbanistica, concedendo quanto spetta all’opposizione. È mortificante – chiudono i consiglieri – assistere all’esautorazione del Consiglio comunale, unico luogo deputato al dibattito politico, a tutto vantaggio delle segreterie dei partiti, in aperto spregio all’elezione diretta del sindaco”.

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