Verso le regionali – Centrodestra: la Lega in pressing per accantonare l’ipotesi Caldoro

Verso le regionali – Centrodestra: la Lega in pressing per accantonare l’ipotesi Caldoro

1 Marzo 2020

Michele De Leo – Restano tesi gli animi nella coalizione di centrodestra in vista dei prossimi appuntamenti elettorali con le regionali. L’intesa definita nei mesi scorsi – che aveva indicato i partiti di riferimento per la candidatura a Governatore di ogni Regione – viene messa costantemente in discussione. E’ soprattutto la Lega che – dopo la sconfitta in Emilia Romagna e la vittoria di un rappresentante di Forza Italia in Calabria – spinge per stravolgere gli accordi. Un’eventuale rivisitazione di quanto era stato già definito potrebbe mettere in discussione la candidatura di Stefano Caldoro al vertice di palazzo Santa Lucia. E’ innegabile che Salvini vorrebbe indicare un proprio rappresentante per la corsa allo scranno più alto della Regione Campania. Del resto, i sondaggi sono tutti dalla parte del centrodestra ed il caos che regna nella colazione avversaria rafforza l’ipotesi di un avvicendamento a palazzo Santa Lucia. Il leader della Lega rilancia la necessità di aprirsi alla società civile ma – nel caso dovesse cadere la candidatura di Caldoro – la partita sarebbe tutta interna al Carroccio e dovrebbe giocarsi tra il direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano e l’ex Rettore dell’Università di Salerno Aurelio Tommasetti. In questa fase, Salvini continua il pressing nei confronti degli alleati per rimettere in discussione il sistema delle candidature e rivedere l’indicazione di Caldoro. Un obiettivo per il quale il numero uno della Lega avrebbe pure minacciato una rottura della coalizione che, ad oggi, appare l’unica possibilità per avere una vera partita per lo scranno più alto di palazzo Santa Lucia. Uno scenario simile appare, però, poco probabile, anche se Forza Italia difende con forza l’indicazione di Caldoro e non intende cedere la leadership della coalizione in Campania. L’ex Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani è stato categorico: “c’era un accordo iniziale, per noi Caldoro è un punto fisso irrinunciabile”. Le pressioni del leader della Lega appaiono, però, più orientate a rimarcare gli equilibri all’interno della coalizione che a mettere in crisi i rapporti con gli alleati. Quella di Salvini è una prova di forza, anche se l’ipotesi di una candidatura leghista per la presidenza di palazzo Santa Lucia continua a rappresentare una prospettiva allettante. Salvini continuerà a provarci ma, alla fine, potrebbe cedere rispetto alle indicazioni di Caldoro per la Campania e Raffaele Fitto per la Puglia, anche a costo di rafforzare ulteriormente gli alleati nel Mezzogiorno d’Italia.