Venticano, Colarusso: basta dinastie nel nostro paese

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VENTICANO – Si è consumato in un vero e proprio bagno di folla, il comizio di Gerardo Giuseppe Colarusso, candidato alla carica di sindaco per la Lista “Competenza e Passione per Venticano”, in Piazza Monumento ai Caduti di Venticano.

Una piazza gremita che ha scelto la strada della verità – ha dichiarato a margine del comizio il dott. Colarusso – e ha accolto l’idea di una Venticano solida, dallo spirito rinnovato, in grado di affrontare le sfide che ci saranno.

Ad aprire la serata, gli interventi dei candidati Antonio Colella, Dario Necco e Vittorio Ciarcia che hanno parlato del programma e portato alla luce le copiose distorsioni, della realtà locale, fatte dagli avversari in questa prima parte della Campagna elettorale.

Con un intervento preciso, impeccabile e completo in ogni sua parte, ha chiuso la serata il candidato sindaco, Gerardo Giuseppe Colarusso, che ha letteralmente mandato in visibilio tutti i presenti.
C’è un dubbio – ha subito esclamato Colarusso – che assale la stragrande maggioranza degli elettori venticanesi: dove hanno vissuto questi giovanotti cinquantenni negli ultimi trent’anni. Dopo aver ascoltato i loro interventi – ha ironizzato il candidato sindaco – possiamo tranquillamente dire, senza timore di essere smentiti, che non hanno vissuto a Venticano.

E giù a fare chiarezza, in lungo e largo, sulla sua storia storia e su quella di chi, negli ultimi venti anni ha reso Venticano, il paese che tutti invidiano. “ La nostra – ha continuato Colarusso – è una storia di libertà che affonda le sue radici nel coraggio di fare sempre qualcosa di straordinario per il nostro paese. Contrariamente ai nostri avversari – ha incalzato il candidato – non ci lega l’odio per qualcuno ma l’amore per questa terra e una visione di sviluppo di questa comunità, compatibile e moderna. Una visione – ha continuato – che ha consentito a questo comune, di 2000 abitanti, di avere due aree pip, una cavea teatrale, un asilo nido, una piscina comunale, un campo da calcio, un campo di calciotto, un campo di calcetto, due aree fitness all’aperto, una biblioteca comunale, una palestra comunale, un parco comunale, tre aree giochi per i bambini e sia pure da completare, un’area fieristica e un centro sociale.

E per ultimo l’affondo. “basta con le dinastie in questo paese – ha esclamato rivolgendosi al suo diretto avversario, tra gli applausi scroscianti di una piazza in delirio – mio nonno che era contadino ha votato tuo nonno sindaco, mio padre era un umile calzolaio ed ha votato tuo padre sindaco. Mi dispiace – ha concluso – io non ti voto.

Un’analisi accorta del momento che vive questo paese ma anche un plauso a questa laboriosa comunità per la quale, il dottore Colarusso, ha sempre svolto un ruolo attivo e partecipativo, volto non soltanto alla preservazione delle tradizioni ma anche allo sviluppo di questa comunità, tra le più dinamiche ed attive della media valle del calore.