VD/Sindaco Picariello:”Negli ultimi 40anni non ho perso una partita”

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Da “Il Biancoverde” n. 30 del 4/04/2014

Sindaco come inizia la sua avventura alla guida del Comune di Capriglia?
Oserei dire quasi per caso, perché mai mi sarei aspettato di rivestire il ruolo di primo cittadino. Tuttavia ho sempre seguito la vita del paese, anche se al di fuori della politica perché appartenevo alle Forze dell’Ordine. Poi nel 2012 in prossimità del rinnovo del Consiglio comunale, con un gruppo di amici, quasi per gioco, abbiamo pensato di organizzare una lista al cui capo c’era il mio nome e così mi sono ritrovato alla guida del Comune.

Quali erano gli obiettivi che si era riproposto e per i quali la sua lista è riuscita ad avere la meglio sui suoi avversari?
Gli obiettivi erano tanti, ma ci siamo subito dovuti confrontare con la realtà dal momento che abbiamo ereditato un paese che per anni è stato fermo. La prima cosa da fare è stata portare a termine un Puc adottato dalla precedente amministrazione nel 2007 e approvato soltanto nel 2012. Ci siamo trovati a gestire tutto il pagamento dell’Ici sulle aree fabbricabili trasformate e peri cittadini è stato un colpo di non poco conto. Abbiamo dovuto spiegare loro il perché di somme così grandi da versare nelle casse comunali, in un periodo in cui le persone già vivono in uno stato di grandi difficoltà economiche.

Anche Capriglia ha dovuto fare i conti con la crisi economica che affligge tutti i comuni più piccoli?
Non avendo grosse opere avviate siamo riusciti a non sentire troppo il peso della crisi economica dal punto di vista amministrativo. Purtroppo però abbiamo ereditato opere incompiute e tantissime situazioni per le quali abbiamo dovuto correre ai ripari. Tra tutte la sede municipale che abbiamo dovuto abbandonare a causa del distacco degli intonachi.

Per quanto riguarda le strutture sportive la situazione non migliora?
Infatti le strutture sportive stanno a zero. Abbiamo soltanto un piccolo campo di calcetto abbandonato a se stesso. Poi c’è una struttura polivalente di circa 1000 mq costruita con 800mila euro di mutui a carico dei cittadini di Capriglia e per la quale ci vorrebbero altri 400mila euro per completarla. Una somma che se noi avessimo a disposizione prima di investirla sullo sport dovremmo comunque utilizzarla per strutture dove la gente vive quotidianamente.

C’è qualche manifestazione sportiva che organizzate qui a Capriglia?
I giovani del posto d’estate organizzano sempre qualche torneo di calcetto, tra i più sentiti quello in memoria di un giovanissimo centauro. Poi c’è il torneo tra le diverse frazioni di Capriglia dove riutilizziamo il campetto di calcio che pur messo in malo modo, in quell’occasione cerchiamo di ripristinarlo.

Lei invece riesce ancora a tenersi in forma con qualche sport?
Mi difendo ancora col calcetto!
Come nasce la passione per l’Avellino calcio?
Nasce da quando sono nato. Ho seguito l’Avellino ovunque e credo che di tutte le partite che l’Avellino ha disputate allo Stadio Partenio-Lombardi negli ultimi 40 anni non me ne sono persa una.

C’è qualche aneddoto che si ricorda?
Sì, ricordo con piacere la trasferta a Firenze quando ero dipendente della Metalrame e insieme agli operai dell’azienda organizzammo un pullman per seguire la nostra squadra del cuore. In quell’occasione ebbi il piacere di incontrare allo Stadio, l’allora sindaco di Capriglia, il cavaliere Ciro Falso. Sinceramente, vista l’età, era l’ultima persona che mi aspettavo di incontrare in trasferta, ma lui mi rispose: “Io sono più tifoso di te perché le trasferte le faccio tutte”. Oggi so che ad unirci non era solo la passione per i Lupi ma anche la guida del paese di Capriglia.

Cosa si aspetta dalla squadra biancoverde?
Sono contentissimo di quello che ha dato fino ad oggi; ad inizio campionato non mi aspettavo questi risultati perché credevo che la società avrebbe dovuto investire di più e invece il primo girono è stato eccellente, peccato per questo di ritorno. Mi dispiace che la società non ha preso quel centroavanti e quel famoso terzino sinistro che tutti aspettavamo. Forse qualche piccolo errore è stato commesso anche da mister Rastelli e in ultimo ci si sono messi di mezzo anche gli arbitri che ci hanno tartassato e danneggiato.

Vuole fare un augurio alla squadra?
Ovviamente spero nella promozione in serie A, altrimenti va bene anche la salvezza.(R. I.)

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