Acca Montella, Cecilia: “Lo studio la mia priorità”

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Da “Il Biancoverde” n. 30 del 4/04/2014

Cecilia Montella, anche tu come le tue compagne di squadra vanti un background sportivo di tutto rispetto. Raccontami come inizia la tua avventura nel volley…
Avevo all’incirca 9 anni e non mi perdevo una puntata del cartone animato giapponese Mila e Shiro. Insomma un classico, come la maggior parte delle mie coetanee decisi di iscrivermi a pallavolo.

Dove hai iniziato a giocare?
Ai Colli Aminei che è un quartiere di Napoli, in una squadra dal nome omonimo. Ho trascorso lì tutta la mia adolescenza, poi sono stata ingaggiata dal Pozzuoli come seconda palleggiatrice. In seguito sono stata due anni nella Partenope come prima palleggiatrice e da quest’anno è iniziata la mia avventura nell’Acca Montella.

Oggi hai 21 anni, immagino che i valori che ti ha trasmesso uno sport come il volley ti servono quotidianamente per affrontare la vita. Cosa ti ha aiutato di più?
Sicuramente lo spirito di gruppo, aiutare il prossimo quando è in difficoltà. La pallavolo mi ha insegnato che ciò che deve prevalere nello sport, come nella vita non è la competizione, ma la cooperazione, l’importanza di sostenersi l’un l’altro nonostante le difficoltà.

Dal punto di vista caratteriale, invece qual è il tuo lato positivo?
Sono molto socievole e questo ti aiuta sempre, a prescindere da tutto. Ho sempre coltivato i rapporti interpersonali, in quanto ritengo che per giocare nel migliore dei modi si deve creare una certa amalgama, fondamentale affinché si stia bene fuori e dentro il campo. Solo così alla fine si ottengono i risultati auspicati.

Questo è il tuo punto di forza, mentre un punto debole?
L’ansia. Prima delle partite casco in uno stato ansioso che spesso compromette il mio rendimento.

12 anni nella pallavolo, c’è un aneddoto che ti piace ricordare?
Sono molto legata al periodo in cui giocavo nei campionati giovanili. Sono anni che mi sono rimasti nel cuore. In particolare ricordo la partita che ci consentì la promozione e quindi di arrivare ai campionati regionali Under 16. Fu un momento di euforia generale, io e le mie compagne di squadra una volta negli spogliatoi ci buttammo tutte insieme sotto le docce. Erano gli anni della spensieratezza, si tratta di ragazze con le quali ancora oggi mantengo vivi i contatti. Alcune magari non giocano più e si sono dedicate ad altro ma ci piace ricordare quei momenti, sono esperienze che ti formano e restano indelebili nella memoria.

La pallavolo occupa la maggior parte del tuo tempo, però immagino che a 21 anni ti dedichi anche ad altro…
Sì, studio psicologia alla Federico II di Napoli. Sono al terzo anno, se tutto va bene, dovrei laurearmi entro ottobre, dopo voglio proseguire con la laurea specialistica.

E come fai a conciliare tutto adesso che vivi a Montella?
È complicato, perché la pallavolo mi tiene impegnata la mattina e la sera e non ti nego che quando sono stata chiamata a giocare nell’Acca Montella, lo studio è stata la mia prima preoccupazione. Però il fatto che anche le altre mie compagne di squadra sono studentesse mi aiuta a conciliare studio e palestra. In genere il pomeriggio lo dedichiamo allo studio, in questo modo sono riuscita ad ottenere risultati in tutti gli ambiti e il mio rendimento non è variato.

E il tempo per divertirti quando lo trovi?
Io e le mie coinquiline siamo tutte ragazze tranquille, non ci serve chissà cosa per divertirci. Per noi l’importante è stare insieme, così la sera se abbiamo voglia andiamo a bere una birra in un pub carino che è qui a Montella.

E’ il tuo primo anno fuori casa, come vivi questa nuova esperienza?
Mi sono ambientata benissimo perché ho trovato persone splendide. Inoltre in casa convivo con quattro ragazze napoletane e ci divertiamo tantissimo. C’è chi si diletta a fare le pizze, chi cucina un dolce, insomma si è creato un ambiente molto sereno, ognuna di noi si sente a casa.

Ami la pallavolo e infatti la pratichi da 12 anni, ma c’è qualcosa che ti pesa di questa vita?
Ci sono dei periodi in cui il peso degli allenamenti si sente maggiormente. Questa settimana è stata molto pesante, abbiamo aumentato i carichi in palestra e mercoledì e giovedì ci alleneremo sia la mattina che la sera, a volte non abbiamo il tempo di mangiare, o riposarci che già dobbiamo correre ad allenarci. Poi a 21 anni è pesante sacrificare i fine settimana; mentre le ragazze della mia età escono, vanno a ballare, si fanno un weekend al mare, io invece sono in campo.(di Rosa Iandiorio) E chi te la dà forza di continuare? La passione per la pallavolo è più forte di qualsiasi impedimento: sono sempre stata ambiziosa e ho sempre voluto arrivare in alto. Per me laB1 è già una grande conquista! Quali sono i tuoi progetti per il futuro, vuoi continuare con la pallavolo? Con la pallavolo vorrei arrivare il più in alto possibile, ma nel mio futuro vedo altro. Voglio puntare sullo studio, dopo la laurea vorrei diventare psicologa e lavorare con i bambini. Strada facendo delineerò meglio il mio percorso, ma ciò che già so è che lo studio e il lavoro nella vita sono delle priorità indiscutibili.

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