VD/Ambrosone ufficializza addio all’Udc. Il suo orizzonte:”La città”

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“La mia scelta è stata sofferta, non l’ho assunta a cuor leggero né sull’onda dell’emotività perché chi mi conosce sa bene che sono abituata a ponderare le cose e se ho deciso di lasciare l’Udc è perché il partito ha smarrito la ragione del suo essere”. Con la voce rotta e carica di emozioni Enza Ambrosone, consigliere comunale del Comune di Avellino dice addio all’Unione di Centro.
Nessuna ambizione personale ma solo tanta coerenza dietro la decisione presa dall’ex assessore della giunta Di Nunno. “Non mi aspetto il plauso degli amici con cui fino ad oggi ho condiviso un percorso, ma il mio gesto non è dettato da alcuna aspirazione, anzi se avessi voluto seguire la smania di potere avrei fatto scelte diverse e invece io oggi compio un salto nel vuoto”.
La storia politica di Enza Ambrosone nasce con Ciriaco De Mita, un rapporto consolidato basato su stima reciproca. Proprio per questo si dice convinta che il presidente comprenderà bene le sue ragioni, naturale conseguenza dei suo insegnamenti. “Non rinnego nulla del percorso fatto e non lascio De Mita. Non lo lascio nel senso del pensiero, lascio l’Udc che è una cosa diversa. L’Unione di Centro non è più il partito in cui mi ero candidata perché ha chiuso gli orizzonti limitandosi a gestire la contingenza”.
L’ex capogruppo dell’Udc non ha mai nascosto il suo disappunto nei confronti dell’alleanza stretta tra l’Udc e il Nuovo Centro Destra. “Se devo rinnegare la mia storia preferisco lasciare e non fare più politica, ma non mi lascerò trascinare alla deriva”.
Con l’addio di questa mattina Ambrosone lascia anche il ruolo di capogruppo in consiglio comunale, fermo restando che resterà all’opposizione. “Vado in mare aperto, ma non c’è nessuna proposta che mi è stata fatta e che io abbia accettato, non c’è nessuna poltrona che andrò ad occupare nei prossimi giorni. Svolgerò il mio ruolo all’opposizione, un opposizione dialogante anche se Foti non ha mai preso in considerazione l’idea di dialogare con noi. Da parte sua ho solo visto gesti di chiusura tradotti in supponenza”.
Il percorso del consigliere ora guarda al centro-sinistra, ma sempre nel rispetto del popolarismo: “Io guardo al Pd del 2007, quello che cercò di recuperare il senso e la storia di due culture, certo non guardo al Pd cittadino. Per il momento cercherò un dialogo con chi avverte il peso delle difficoltà, testimone di un’esperienza che proviene da una cultura moderata, ma il mio unico orizzonte sarà la città”. (di Rosa Iandiorio)

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