VD/ Acs, sindacati chiedono Piano industriale. De Stefano rassicura

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Piano di risanamento dell’Alto Calore Servizi e riorganizzazione del personale, sono questi i nodi che dovevano essere discussi al tavolo della Prefettura tra il presidente Lello De Stefano e i rappresentanti sindacali, ma il summit è stato rinviato a venerdì.
Superato il problema del mancato pagamento alle maestranze delle spettanze maturate nel mese di aprile 2014 da parte di ACS spa, questa volta a finire sotto i riflettori è il piano industriale di De Stefano, accusato di portare l’Ente verso il fallimento in questo grave momento di crisi economica finanziaria che sta vivendo.
“È netta l’incapacità di superare questo stallo che si è venuto a determinare all’Acs – esordisce Ciro Taccone, Uiltec – nella teoria e nei fatti non si vede da parte del presidente la volontà di invertire questa tendenza. Noi abbiamo chiesto più volte la redazione di un piano industriale capace di individuare una soluzione, ma questo non è stato possibile in sede aziendale, così siamo arrivati al vertice di oggi in Prefettura”.
Il sindacato è preoccupato prima di tutto per il personale Acs, De Stefano ha infatti parlato della necessità per l’Ente di avere più letturisti, agenti tecnici e operai. Per questo in previsione di una riorganizzazione del personale, le maestranze di settimo e ottavo livello potrebbero essere impiegati per un compito diverso. “Non è possibile utilizzare lavoratori dell’ottavo livello come operai, è una forzatura; siamo disponibili ad utilizzare i lavoratori per le mansioni che possono svolgere. Il nostro obiettivo è portare in equilibrio l’Ente se questo deve passare attraverso un piano industriale che guardi il contenimento dei costi e in ultimo, quello che riflette i costi del personale, siamo disponibili al dialogo, ma se ci sono più impiegati che operai non significa che i primi possano fare lavori manuali”.
La proposta del sindacato ? ridurre i super minimi: “Avevamo pensato di andare ad incidere sui cosiddetti super minimi che è una elargizione aggiuntiva in busta paga, ripartiamo da quelli rimodulandoli a favore di una programmazione per obiettivi che sia di premiazione alle persone e non elargiti a prescindere”.
Ma il presidente De Stefano smentisce tutte le accuse. Sul Piano industriale spiega: “I sindacati avrebbero dovuto fare queste prese di posizione quando l’Alto Calore produceva 100milioni di euro di debiti, dunque cresceva l’indebitamento e cresceva la spesa per l’energia. Abbiamo chiuso il bilancio il 23 di aprile ed abbiamo già un piano industriale in elaborazione che tuttavia deve fare i conti con la condizione economica dell’Ente”.
Proprio per risanare i debiti secondo il numero uno dell’Acs servono dei sacrifici da parte di tutti: “Abbiamo tre letturisti e mezzo e abbiamo letto circa il 20 per cento delle 220mila utenze, c’è bisogno dell’impegno dei livelli quinti, sesti, settime e ottavi”.
Infine De Stefano conclude: “È finito il tempo delle vacche grasse, ma chi lavora bene non ha nulla da temere”. (di Rosa Iandiorio)

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