Valle del Sabato: il processo si chiude con delle multe

Valle del Sabato: il processo si chiude con delle multe

14 Ottobre 2020

di AnFan – Ora è ufficiale. Il processo sull’inquinamento della Valle del Sabato si chiuderà con delle multe. Il giudice presso il tribunale di Avellino, Lorenzo Corona, ha dichiarato il non doversi procedere nel confronti di otto persone, dopo che si è proceduto con delle oblazioni (in sostanza sanzioni per estinguere il reato contestato). Fra gli imputati ci sono l’ex manager di Irpiniambiente, Nicola Boccalone, e alcuni imprenditori della Valle del Sabato.

Tra le contestazioni ipotizzate addebitate c’erano delle molestie olfattive rispetto a emissioni che, per gli inquirenti, non erano consentite.

Il giudice ha concesso proprio l’oblazione per multe che vanno da un minimo di 103 euro (per Boccalone e altri persone legate a Irpiniambiente) fino a un massimo di 13mila euro.

In un lungo comunicato il comitato ambientalista, Salviamo la Valle del Sabato (rappresentato in aula dagli avvocati Anna Esposito e Maddalena Fortunato), il comitato ambientalista aveva manifestato il proprio disappunto.

“Il giudice Corona – scrivono – titolare del processo, aveva concluso l’udienza del 29 gennaio 2020 disponendo che l’ARPAC e il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri (N.O.E.) verificassero l’eliminazione delle conseguenze dannose con la rimozione delle criticità contestate a vario titolo agli imputati al fine di concedere l’oblazione (il pagamento di una somma di danaro estingue la contravvenzione)”.

“Ebbene – continuano – l’ARPAC e il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri (N.O.E.) hanno accertato che non permangono conseguenze dannose o pericolose dei reati contestati e il giudice ha concesso agli imputati l’oblazione, concessione che è avvenuta nonostante nel corso degli accertamenti si è avuto modo di riscontare varie irregolarità (vi è addirittura un’azienda che smaltisce rifiuti per un quantitativo superiore al limite giornaliero previsto dalle autorizzazioni). – continua la nota del comitato che aggiunge – Il giudicante però non ha tenuto conto di tale elemento così come della gravita del fatto quale lesione del bene giuridico tutelato: quello all’ambiente”.