“Vado a prendere il portafogli”, scompare dopo una ricarica di 300 euro: a processo per truffa

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AVELLA- E’ partito davanti al giudice monocratico del Tribunale di Avellino Pier Paolo Calabrese il processo per truffa aggravata dalla minorata difesa nei confronti di un quarantenne del napoletano che a fine ottobre del 2023, con la scusa di recuperare il portafogli lasciato in auto, si era dileguato da un area di servizio dopo una ricarica postale di trecento euro. Dalle immagini della videosorveglianza attiva nella struttura lungo la Ss403 e dalla testimonianza dell’operatore che aveva eseguito la ricarica, i Carabinieri erano riusciti ad identificare e denunciare il presunto autore. In aula, questa mattina, sono stati ascoltati il titolare dell’area di servizio (costituito parte civile e rappresentato dall’avvocato Quirino Iorio) e l’operatore che aveva eseguito la ricarica. Il titolare ha ricordato che “fui chiamato dal mio collaboratore che mi aveva raccontato quello che era accaduto. Una persona ha fatto una ricarica e ha detto vado fuori a prendere il portafoglio nel borsello e non e’ più tornato”. A domanda delle parti, il titolare ha anche chiarito che ” aveva fatto la ricevuta”. La ricarica postale era stata eseguita in favore di una terza persona. L’operatore ha anche precisato che il quarantenne napoletano aveva chiesto anche una seconda ricarica prima che si allontanasse. Ma non era stata compiuta. La difesa del presunto truffatore, l’avvocato Filippo Arcidiacono e l’avvocato Armando Della Pia, ha puntato molto nel controesame dell’operatore al dato relativo al riconoscimento del presunto truffatore. Cioè quando era avvenuto, prima che venissero sottposti alla sua attenzione i frames del quarantenne all’ interno dell’ attività commerciale o dopo? Nella prossima udienza saranno ascoltati i Carabinieri e l’intestataria della carta postale su cui erano stati ricaricati i trecento euro.