“Uniti per la scuola di tutti”: è partito lo sciopero generale

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Nove treni speciali e quasi mille pullman arrivati a Roma.
La pioggia non ha fermato la battaglia degli studenti, dei docenti, dei sindacati e di chi crede fermamente che la riforma Gelmini lede la dignità del mondo della scuola.
Anche l’Irpinia ha fatto la sua parte, in prima mattinata 14 pullman dall’intera provincia sono partita alla volta di Roma per far sentire la propria voce e manifestare con il resto dell’Italia.
Il corteo è partito da poco più di mezz’ora da piazza della Repubblica e si concluderà alle 11.30 a piazza del PopoloGuglielmo Epifani, segretario della Cgil. Un altro corteo, organizzato dagli studenti universitari, si muoverà dall’Università La Sapienza per confluire in quello più grande.
Quello di oggi si preannuncia uno dei più grandi scioperi generali in difesa della scuola indetto dai sindacati Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda. Tanti altri cortei di protesta contro la legge Gelmini sono previsti nelle principali città italiane. Lo sciopero era stato indetto nelle scorse settimane ma il caso ha voluto che si svolga proprio il giorno dopo che il Senato (con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti) ha approvato le nuove norme per la scuola.
“La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell’educazione’”, ha dichiarato il ministro Mariastella Gelmini, ma studenti e insegnanti, uniti in unico obiettivo, proprio non ci stanno e insieme continuano a lottare contro la norma che introduce il maestro unico e l’orario di 24 ore settimanali nella scuola primaria e per gli spazi di flessibilità didattica e il rispetto delle diverse professionalità, per l’apertura di un vero negoziato sul piano programmatico e dei regolamenti, per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di tutto il personale, per gli interventi fiscali a difesa del lavoro, per la garanzia di organici del personale stabili e funzionali alla continuità didattica ed organizzativa della scuola, per la tutela del personale precario.
Nel corteo di questa mattina indetto dai sindacati ci sarà anche Walter Veltroni. Il segretario del Pd ha annunciato che il suo partito e quello dell’Italia dei Valori promuoveranno la raccolta delle firme per indire un referendum contro il decreto Gelmini ormai diventato legge a tutti gli effetti da ieri (hanno dichiarato la loro adesione Rifondazione, Verdi e Partito socialista mentre l’Udc ha preso le distanze dall’iniziativa).
Piazza della Repubblica è gremita, tutti quanti, docenti, studenti, genitori, sono in strada per chiedere insieme ai sindacati l’apertura di un tavolo negoziale con il Governo in merito al Piano Programmatico e ai regolamenti attuativi da cui l’articolo 64 del decreto legge 112/2008 per un reale confronto finalizzato ad una vera riqualificazione della spesa, in grado di coniugare la lotta agli sprechi e alle diseconomie con la garanzia del “giusto” tempo scuola per tutti gli ordini e gradi, del diritto allo studio, della qualità dello studio e della salvaguardia della professionalità degli operatori della scuola.

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