Una folla commossa saluta per l’ultima volta il suo Nacchettino

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Avellino – L’ultimo saluto di Avellino e dell’Irpinia ad Antonio Aurigemma: l’uomo politico, l’amministratore, il giornalista che ha segnato un’epoca, un modo nuovo e diverso di comunicare con la gente e che per le sue qualità ha lasciato una traccia indelebile nella storia della nostra comunità. Uomo di grandissima sensibilità morale ed intellettuale, “Nacchettino” sarà ricordato per il suo sentire morbido e profondo, per il suo incidere pacato ma determinato: caratteristiche che gli consentirono di aprire una pagina nuova nella politica avellinese, di cui oggi si avvertono ancora i benefici effetti. Aurigemma fu il precursore del centrosinistra quando, negli anni settanta, quelli della contrapposizione, nel comune capoluogo aprì alla prima forma di collaborazione tra la Democrazia cristiana e il Partito comunista, convinto che il dialogo e il confronto potessero realizzare accordi anche tra forze politiche ideologicamente distanti quando l’obiettivo è l’agire quotidiano nel bene della collettività. Una forma straordinaria di equilibrio, che gli proveniva dall’attività di giornalista, svolta ai massimi livelli regionali. Mai oltre le righe, mai in conflitto con le istituzioni o con l’opinione pubblica, Aurigemma è stato l’esempio di un uomo al quale non piaceva apparire, ma era presente come e meglio di chi spesso si consuma intorno agli inutili formalismi. Grande appassionato della politica, oggi la società lo definirebbe un politologo, Aurigemma negli ultimi anni aveva espresso perplessità per le mutate condizioni politiche e sociali ed aveva anticipato numerosi dei disagi che la società oggi sta vivendo. In queste ore si accavallano i giudizi e i commenti sulla persona e questa mattina, nella chiesa del Rosario, Ciriaco De Mita, Giuseppe Gargani, Nicola Mancino, Gerardo Bianco, Salverino De Vito, Giuseppe Galasso, Alberta De Simoine, Enzo De Luca, Mario Sena, Rosa D’Amelio, Luigi Anzalone, Franco D’Ercole, Franco De Luca, Biagio Agnes e tanti altri ancora che gli hanno reso l’estremo saluto. Per Bianco con Aurigemma finisce un’era, mentre Mancino ha evidenziato che avrebbe meritato di ottenere maggiori soddisfazioni, ma il suo attaccamento alla famiglia non gli ha consentito di fare scelte libere. Galasso è intervenuto a conclusione del rito religioso per porgere il saluto commosso della città alla moglie Augusta Capone, ai figli Martino e Pinella, alla nuora ed agli amatissimi nipoti. Numerose la rappresentanza dei giornalisti campani, guidata da Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine regionale e da Gianni Colucci, segretario dell’assostampa. Presenti tutti i suoi collaboratori del Mattino, di cui Aurigemma fu anche vice direttore, ed un commosso Gianni Festa, direttore del Corriere dell’Irpinia e firma storica del quotidiano di via Chiatamone. Lucarelli ha affermato che l’idea di intitolare il circolo della stampa irpino ad Aurigemma è positiva e che l’ordine si impegnerà affinché quella iniziativa prenda corpo. Sulla stessa posizione anche l’assostampa. Antonio Aurigemma era nato a Monteforte Irpino il 2 giugno del 1931.

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