LAURO- “Mi piacerebbe riuscire a lavorare in futuro come ponte fra la nostra cultura italiana e quella della Corea, soprattutto perché qui la reputazione dell’Italia è altissima e loro sono molto contenti di sapere che anche da noi ormai la Corea è tenuta in grande considerazione”. Il sogno di Giuseppe Viti, ventotto anni, originario di Lauro, due lauree conseguite con il massimo dei voti e la lode in Lingue Orientali e Africane, poi in Lingue e Culture dell’Asia e dell’Africa, presso la prestigiosa Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, con una tesi di respiro internazionale su “International History of East Asia” e sulle Olimpiadi di Seul ha già dato alcuni frutti importanti, come sottolineato nei giorni scorsi dal Comune di Lauro, che ha voluto consacrare il percorso del giovane concittadino, ovvero “un traguardo ancora più raro consacra il suo talento: Giuseppe è l’unico traduttore italiano de “Il banco dei pegni del tempo passato”, opera dello scrittore coreano Ko Soo-yoo, oggi disponibile nelle librerie italiane grazie a Newton Compton Editori..Il suo percorso, però, non si ferma qui. Egli è risultato vincitore della borsa di studio del Governo della Repubblica di Corea, classificandosi al primo posto tra i sette candidati ammessi per l’Italia, per il Dottorato in Storia Coreana presso l’Università Hanyang di Seoul. Un risultato che porta già il segno dell’eccellenza.Inizia così, a Seoul, il suo cammino verso il titolo di Dottore di Ricerca in Lingue Orientali e Sud Africane..Una storia che rende onore alla nostra terra e che dimostra come da qui possano fiorire menti capaci di dialogare con culture lontane e di tessere ponti tra mondi diversi”. Un interesse, quello per la cultura coreana, nata sin dai banchi del Liceo, come ci ha raccontato lo stesso Giuseppe: “Sono sempre stato curioso sulla cultura e sul mondo coreano fin dal liceo e avevo iniziato già a studiare un po’ per conto mio la scrittura a quel tempo, poi continuando in università a Napoli mi sono appassionato sempre di più alla storia e alla cultura coreana”. Quella curiosità si e’ trasformata in un brillante percorso di studi e in un’esperienza che va avanti da ormai un anno: “Ho conseguito una laurea triennale emagistrale all’Orientale, in lingue e culture orientali e africane con lingua e cultura coreana come percorso principale
Ho scritto la tesi magistrale sulle Olimpiadi di Seul del 1988, in particolare sull’importanza dei giochi da un lato per il successo dei movimenti democratici in Corea del Sud, dall’altro per come sono stati il primo evento in cui la Corea si è presentata al mondo Per approfondire questi studi ho deciso di voler fare un dottorato e ho partecipato a una borsa di studio bandita del governo sudcoreano, che si chiama GKS, l’anno scorso sono partito a fine agosto per iniziare il percorso presso l’Università Hanyang di Seul
Ora questa borsa di studio offre fino a un anno di corsi di lingua prima di iniziare l’università vera e propria e poi tre anni di università per il dottorato e mi piacerebbe riuscire a lavorare in futuro come ponte fra la nostra cultura italiana e la loro, soprattutto perché qui in Corea la reputazione dell’Italia è altissima e loro sono molto contenti di sapere che anche da noi ormai la Corea è tenuta in grande considerazione”.
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