AVELLINO- L’ udienza del processo “Dolce Vita”, quella destinata ad affrontare le eccezioni preliminari e dare risposte su quelle gia’ avanzate dalle difese ad aprile, viaggia verso un nuovo rinvio, molto più che probabile. Stavolta però il motivo è legato ad una vicenda nazionale, ovvero
la deliberazione 31/07/2026 della Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane, che ha proclamato l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale degli avvocati per i giorni 23-24-25-26-27-28-29 settembre 2026. Come e’ noto il collegio presieduto dalla giudice Sonia Matarazzo (che nel frattempo ha scelto di trasferirsi alla Corte di Appello di Salerno) aveva rinviato l’ udienza per il processo all’ ex sindaco Festa e agli altri imputati al 25 settembre. Ma la concomitante astensione farà slittare anche la prossima udienza di un processo che si prevede piuttosto lungo, visto che non e’ ancora entrato nel vivo della istruttoria dibattimentale
I PROCEDIMENTI RIUNITI
Nell’udienza celebrata ad aprile era stata decisa la riunione del procedimento per cui c’era stata già udienza il 23 gennaio 2026 per l’ex sindaco di Avellino Gianluca Festa (43/26) in cui si era già costituito come parte civile il Comune di Avellino, rappresentato dall’avvocato Carmine Foreste con il procedimento 45/2026, quello che riguarda tutti gli altri ventisette imputati che sono andati in udienza preliminare ed e’ stato emesso il decreto che dispone il giudizio per cui c’era una problematica legata alla costituzione del Comune di Avellino.
IL NUOVO COLLEGIO SARA’ QUELLO PRESIEDUTO DAL GIUDICE SCARLATO?
Al momento e’ una voce di corridoio, anche se pare che il decreto della presidente Francesca Spena sia già pronto. A decidere sul processo all’ex sindaco di Avellino dovrebbe essere il collegio presieduto dal giudice Gian Piero Scarlato (in alto nella foto di copertina), composto dai giudici Pierpaolo Calabrese e Lorenzo Corona. Un collegio che ha già affrontato processi rilevanti, come quello a vertici e affiliati del Nuovo Clan Partenio, verdetto confermato in tutti i gradi di giudizio.
L’ ASTENSIONE DAL 23 AL 29 SETTEMBRE
Lo sciopero proclamato dai penalisti, al quale ha già aderito anche la Camera Penale Irpina, si riferisce alla vicenda della registrazione di colloqui tra avvocato e assistito avvenuta in carcere a Perugia, nella delibera e’ stato rilevato come ci si arriva dopo il “mancato rispetto dell’impegno di fare piena luce sulla violazione dei colloqui difensivi siaccompagnano l’arresto delle riforme dirette a limitare il sequestro indiscriminato dei dispositividigitali, il tentativo di ampliare l’utilizzazione delle intercettazioni in procedimenti diversi, l’estensione dei poteri preventivi di polizia, la regressione della disciplina dell’imputabilità minorile e la persistente inerzia di fronte alla catastrofe penitenziaria; che il quadro complessivo rivela l’abbandono della prospettiva liberale e garantista più volteannunciata e il progressivo prevalere di una politica penale securitaria, simbolica e orientata alla ricercadel consenso, nella quale idiritti fondamentali vengono subordinati alle esigenze dell’accusa edell’ordine pubblico;• che la tutela della sicurezza non può essere perseguita attraverso l’indebolimento dei limiticostituzionali al potere, poiché quei limiti non proteggono il reato, ma ogni cittadino dall’arbitrio delloStato;• che le scelte relative ai confini dei poteri investigativi e di polizia appartengono al Parlamento e nonpossono essere dettate dagli organi dell’accusa, la cui funzione istituzionale è necessariamente orientataalla repressione dei reati e non alla sintesi tra tale esigenza e la tutela delle libertà fondamentali;• che, in questo contesto, il silenzio del Ministro sulla vicenda di Perugia assume un significato ancorapiù grave, perché manifesta l’incapacità o la mancanza di volontà di rendere effettivi proprio quei limitie quelle garanzie che avrebbero dovuto caratterizzare l’azione riformatrice annunciata;• che l’Unione delle Camere Penali Italiane non può accettare che la lesione della riservatezza deicolloqui difensivi venga affidata all’oblio, né che le promesse di riforma liberale siano sostituite da unanuova espansione del diritto penale, dei poteri investigativi e delle misure di polizia;• che è pertanto necessario richiamare nuovamente l’attenzione dei cittadini, del Parlamento e delGoverno sulla gravità di quanto accaduto e sulla necessità di ristabilire un indirizzo politico coerentecon i principi dello Stato costituzionale di diritto”. Aerre

