Avellino – Riceviamo e pubblichiamo la nota di Michele Cavaliere, segretario dimissionario dell’Ugl.
“Ho sentito l’obbligo di far sentire la mia voce per ringraziare pubblicamente tutti, perché appartengono alle più svariate estrazioni, sia del mondo del lavoro, sia politiche che sindacali. Ad essi va il mio sincero grazie ma, soprattutto, il mio stupore per il clamore suscitato da una azione dettata da fattori personali e familiari che mi impediscono di dedicare l’impegno quasi esclusivo di cui la Ugl, soprattutto in questo periodo, ha bisogno. Lo stupore nasce anche dalla lettura di alcune agenzie giornalistiche. Sicuramente, come in tutte le buone famiglie, non sempre si riesce ad avere tutti concordi sulle proprie linee programmatiche o sulle proprie azioni; sicuramente sarebbe da folli ipotizzare che tutti i componenti delle strutture siano entusiasti o amino il capo. Però, il compito del buon capo sarà sempre quello di ascoltare e capire il dissenso, perché anch’esso è sinonimo di democrazia, cercando di non esacerbare gli animi e proporsi sempre costruttivamente.
Nel mio caso dopo il Congresso del 2006 che sancì l’incompatibilità degli incarichi apicali, l’Ugl di Avellino si trovò un segretario eletto dal Congresso e contemporaneamente anche Presidente nazionale del Caf Ugl. Con l’opzione per l’incarico nazionale, Squittino si dimise dall’Unione di Avellino ed il Consiglio individuò il suo successore in Majetta, Segretario fino al 22 novembre 2006, quando il Consiglio Territoriale di Avellino, alla presenza di Renata Polverini, elesse all’unanimità il sottoscritto. Quindi, Cavaliere Segretario non è stata espressione congressuale e poiché per il 2009 è stata programmata la stagione dei Congressi in vista del Congresso Nazionale del 2010 che festeggerà anche il 60° anno di vita dell’UGL, erede della CISNAL, nel rispetto di tutti i tesserati e del mio personale stile di vita ho ritenuto, informato il Segretario Nazionale, aprire una discussione interna per non mettere in difficoltà l’Unione, rispetto alle scelte personali operate.
Mi rendo anche conto che una decisione improvvisa ed inaspettata possa aver generato scompiglio in tutti quegli ambienti solitamente abituati a vedere le posizioni di vertice saldamente alla famigerata ‘casta’, ma questo modus operandi e vivendi non appartiene al sottoscritto, e penso di averlo ampiamente dimostrato nei fatti e non solo nelle intenzioni. Sul futuro non sono abituato a porre ipoteche, perché quello che oggi può interpretarsi come assoluto domani potrebbe invece proporsi come possibile, perché le situazioni sono mutevoli.
Mi preme, però rassicurare tutti coloro che hanno espresso perplessità e manifestato propositi: ad essi mi sento di dire state calmi, perché il mio non è un tradimento, io resto nell’Ugl e sono a disposizione di tutti, come sempre”.
Redazione Irpinia
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