Truffa alla Totò a Mercogliano, imprenditore vende una villetta di un altro proprietario

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Truffa alla Totò a Mercogliano, pacco alla Fontana di Trevi come nel celeberrimo film Totòtruffa 62 del 1961 di Camillo Mastrocinque. Nella famosa pellicola il mitico Antonio De Curtis vende la fontana più famosa del mondo a uno sprovveduto turista italo-americano Ugo D’Alessio (nel film Decio Cavallo), fingendo di esserne il legittimo proprietario.

Nella cittadina alle falde di Montervergine, il povero truffato è un pensionato di Napoli che, volendo fare un regalo alle figlie con i soldi dell’eredità della moglie, aveva deciso di comprare una villetta da un imprenditore di Monteforte che si era spacciato come proprietario del manufatto ancora in via di realizzazione.

All’atto pratico, è emerso che quell’abitazione non era del sedicente imprenditore irpino ma di una famiglia di Napoli. Il povero pensionato, che insieme al truffatore di Monteforte aveva fatto anche un sopralluogo presso la villetta, se n’è accorto quando, dal notaio, l’irpino non si è presentato, facendo perdere completamente le sue tracce.

L’uomo di Napoli ci ha rimesso circa 40mila euro, perché aveva firmato il preliminare. La vicenda si è conclusa con la condanna dell’imprenditore di Monteforte alla restituizione alla vittima di una somma di 42mila euro.

L’episodio, oltre le forze dell’ordine, ha visto protagonista anche il noto detective irpino Sergio D’Amore che adesso avrà il ruolo di mediatore tra la vittima, suo cliente, ed il truffatore.