“Troppa approssimazione di Asi e Asidep. I consiglieri regionali si occupino del caso Avellino”. Depurazione in Irpinia, j’accuse di Morsa (Fiom Cgil)

“Troppa approssimazione di Asi e Asidep. I consiglieri regionali si occupino del caso Avellino”. Depurazione in Irpinia, j’accuse di Morsa (Fiom Cgil)

9 Dicembre 2020

“Sbagliare una volta può esser consentito, perseverare nell’errore non lo si consente più. Ci eravamo illusi che l’esperienza fallimentare del Cgs nella gestione della depurazione avesse imposto un cambio di modello di gestione da parte della subentrante Asidep. Tutt’altro, non solo gli errori del passato si ripetono nella nuova gestione, ma si riesce nel poco invidiabile obiettivo di fare peggio. Tant’è che mensilmente il bilancio della nuova gestione chiude in perdita”.

Lo scrive Giuseppe Morsa, segretario provinciale della Fiom Cgil.

“E’ bene precisare che nell’avviare il nuovo corso l’Asidep è stata messa in condizione ottimali sotto il profilo del costo del lavoro. Oltre al fatto che il servizio prima effettuato dal Cgs è stato sdoppiato: la depurazione è stata affidata ad Asidep e la pulizia delle aree ad una nuova società (Hirpinia Multiservizi), su cui sarebbe opportuno approfondire.Ma come sempre capita, alla responsabilità e serietà dei lavoratori non ha corrisposto altrettanta competenza nella gestione”.

“Altro indicatore che misura la mancanza di strategia e visione generale da parte di chi dirige – prosegue Morsa – è quello relativo all’ammodernamento degli impianti di San Mango, Porrara, Lioni-Nusco, Morra, Conza, Calaggio e Valle Ufita, finanziato dalla Regione Campania. Infatti, questi lavori oltre ad essersi protratti nel tempo, sono svolti in contemporanea su tutti gli impianti al punto di non consentire la lavorazione del pergolato in nessuno di essi, unica fonte di guadagno visto che la società ha accettata un contratto che prevede per la gestione e manutenzione di tutti gli impianti di depurazione per un’ importo di € 72.000,00, che a sua volta deve versare ogni mese al CGS per il fitto € 70.000,00”.

“Molto banalmente si sarebbe potuto immaginare una pianificazione degli interventi diversa prevedendo il fermo degli impianti in maniera scaglionata, particolarmente per gli impianti in Aia”.

“Stante questa situazione diventa inevitabile un cambio di passo nella gestione di un servizio fondamentale dell’industria irpina qual è quello della depurazione, che deve definitivamente archiviare il modello prima repubblica. Per questo abbiamo sollecitato i Consiglieri Regionali ad intervenire presso la Giunta Regionale affinchè venga attenzionato il caso Avellino”.

“Inoltre la società per essere succube delle direttive da parte dell’Asi di fare una società con meno dipendenti mandando in prepenzionamento quasi tutti gli operai e le biologhe, causando seri problemi per la manutenzione e la gestione ed il controllo dei parametri degli impianti. Oltre a mettere a rischio l’occupazione dei lavoratori, questa discutibile gestione sta seriamente mettendo a rischio uno degli asset strategici per lo sviluppo industriale del territorio”.

“Occorre intervenire prima che sia troppo tardi visto che più che manager pubblici incaricati di un servizio di eminente rilievo sociale sembrano una combriccola di piccoli imprenditori da rapina che chiudono le aziende senza pagare i creditori e lasciano i lavoratori privi di copertura. Non a caso pur essendo obbligati a farlo, non hanno controllato da tempo che al cgs o all’ asi-dep si facessero le gare d’appalto, come una volta, si tenesse l’albo dei fornitori pubblico si adempiesse agli obblighi di trasparenza e di tracciamento dei contratti pubblici, né hanno fatto attenzione a che si selezionasse con avviso pubblico il personale che si è aggiunto ai dipendenti storici”, conclude Morsa della Fiom Cgil.