Tre chili di cocaina in Irpinia dai narcos di Imperiale

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Tre chili di cocaina destinati ad Avellino e acquistati dal network della droga gestito dal narcos Raffaele Imperiale, il boss stabiese che secondo gli inquirenti avrebbe spostato tonnellate di droga in tutto il mondo, dal Sudamerica all’Australia. Nelle quasi novecento pagine della misura cautelare firmata dal Gip del Tribunale di Napoli Linda D’Ancona, finisce anche una richiesta di droga, in codice definita “pacchi” che era stata richiesta ad uno dei sottogruppi legati ad Imperiale. Quello guidato dal calabrese Giuseppe Mammoliti e attivo fuori regione. Anche in questo caso tutto e’ stato decifrato dagli agenti della Squadra Mobile di Napoli e del Gico della Guardia di Finanza grazie alle migliaia di file trasmessi dall’Autorita’ francese. I messaggi intercorsi sulle piattaforme Encrochat e SKY ECC  decifrati da francesi ed olandesi e a seguito di un’operazione di  intelligence packages. Gli inquirenti napoletani hanno  ricostruito il contesto in cui gli interlocutori si sono scambiati messaggi di testo messaggi vocali e fotografie. I messaggi tramite Pin avvengono tra il 20 e il 22 giugno del 2020. La richiesta all’alleato calabrese del narcos Imperiale arriva da un tale Piero, non identificato. Chiara invece la destinazione finale della droga, i tre chili di cocaina che sarebbero stati pagati alla consegna. “Lo devo mandare urgente perche’ rischio di perdere il cliente e questo paga in contanti… Vicino Avellino, non Salerno.. Per Avellino….li facciamo incontrare con mio fra vicino Avellino se non e’ un problema non sa niente nessuno e ritira lui direttamente”. La consegna pero’ avviene secondo le ipotesi investigative a Poggibonsi, visto che per accordi con Imperiale, Mammoliti in Campania non poteva consegnare. Un’altra dimostrazione, quella nella chat decrittata dagli inquirenti, che l’Irpinia resta in Campania una zona assolutamente di espansione per il traffico di droga.