Tragedia in via De Conciliis, Iandoli (An): “Tutti responsabili”

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Avellino – La drammatica vicenda di via De Concilii? Tutti responsabili, nessuno escluso. La pensa così Modestino Iandoli, presidente provinciale di An e consigliere comunale di Avellino. “Un episodio così grave – dice Iandoli – non si era mai verificato nella nostra città. E’ la conferma che quei segnali già registrati da tempo non dovevano essere sottovalutati. La crisi è generale e l’emergenza è sotto gli occhi di tutti. Di fronte a tutto ciò, ciascuno di noi è chiamato ad una riflessione”. Quali rimedi e quali strumenti di prevenzione? Iandoli non ha dubbi: la parola d’ordine è controlli. “Ci ritroviamo – continua il presidente provinciale di An – con un sistema di videosorveglianza praticamente inutile, che non funziona come dovrebbe e che, se funziona, non può sortire effetti positivi a causa della ormai cronica carenza di organico del corpo di polizia municipale. Così si gettano dalla finestra soldi pubblici. Il progetto era inserito in un vasto programma di tutela della sicurezza urbana. Paradossalmente, da quando quelle telecamere sono state installate, si sono moltiplicati gli episodi di microcriminalità, di delinquenza, di vandalismo. A conferma che Avellino non è più l’isola felice della Campania, ma una piccola periferia napoletana, una Scampia in miniatura”. E ancora i controlli. “Tocca al prefetto, al questore, a tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine mobilitarsi. E tocca sempre a loro denunciare la necessità di un potenziamento dei presidi sul territorio se non riescono a garantire l’ordine pubblico. Sarebbe da parte loro un encomiabile atto di responsabilità. Avellino non può più permettersi altri tributi di sangue. E’ un dovere di tutti assicurare, soprattutto ai giovani, tranquillità, sicurezza, vivibilità”. E poi la crisi dei valori. “E’ la società – conclude Iandoli – che deve interrogarsi sul perché giovani, giovanissimi decidono di difendersi attraverso l’utilizzo di una pistola. E’ compito di tutte le agenzie di socializzazione, la famiglia in primis, ma anche la scuola, le istituzioni religiose, quelle civili, le forze politiche, interrogarsi e trovare soluzioni immediate, prima che sia troppo tardi”.

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