Avellino – Aveva fatto del Mercatone la sua casa. Forse non era neanche l’unico a viverci. E lì, presso un ex negozio adattato a sorta di abitazione, lungo il lato che sporge sull’ingresso principale della struttura fatiscente, in Largo Ferriera, M. S., queste le iniziali del senza tetto di origine polacca, forse ad Avellino da due anni, ha trovato anche la sua fine. E’ stato infatti rinvenuto cadavere intorno alle 10 di questa mattina. A segnalare il suo decesso è stata una giovane donna della stessa nazionalità che ha anche proceduto all’identificazione in quanto l’uomo è stato trovato privo di documenti di riconoscimento. Sul posto sono subito intervenuti Vigili del Fuoco, 118, Polizia e Carabinieri. Il quarantacinquenne (o forse cinquantenne) è stato trovato morto nell’abitacolo abusivamente occupato (la struttura era infatti sottoposta a sequestro) adagiato su una brandina con accanto una stufetta. La morte con ogni probabilità, secondo la prima ipotesi del medico legale, sarebbe avvenuta per cause naturali, forse un arresto cardiocircolatorio o semplicemente il freddo. Ma lo scenario che si è presentato sul luogo del decesso apre una nuova situazione di allarme. La pseudo dimora era infatti arredata e presumibilmente ci vivevano anche altre persone. Fatto che riporta alla memoria episodi non lontani. Il 2 febbraio dello scorso anno, infatti, i Carabinieri di Avellino scoprirono cinque cittadini extracomunitari all’interno della struttura di Via Ferriera. I clandestini dimoravano da giorni se non da settimane nei locali al terzo piano. Gli stranieri, nello specifico quattro uomini ed una donna, avevano raccontato di lavorare, ovviamente a ‘nero’, tra il solofrano ed il serinese. Gli uomini furono accompagnati presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di Via Palatucci per l’espletamento delle procedure inerenti all’espulsione dal territorio nazionale. Un episodio non senza colpi di scena: tra gli uomini, infatti, c’era anche un cittadino russo – peraltro tratto in arresto in quanto già colpito da decreto di espulsione – che dimorava nei locali del Mercatone con la moglie al quinto mese di gravidanza e con la figlia di sei anni. E anche in quella circostanza uno scenario raccapricciante si era presentato agli occhi dei Carabinieri: gli immigrati erano stati trovati mentre dormivano tra escrementi e resti di alimenti e tra siringhe utilizzate ed abbandonate dai tossicodipendenti. Insomma, tra il più totale abbandono e degrado.
Le riflessioni di Dc e Prc
Sul tragico fatto di Largo Ferriera non poteva mancare il commento politico. Ad intervenire sono in note distinte Dc e Prc. “L’episodio della morte di un polacco – è l’intervento della Democrazia Cristiana – che viveva ormai da tempo presso il Mercatone, mette alla luce lo stato di pieno abbandono che riveste la città”. Molti gli interrogativi: “L’amministrazione era a conoscenza dell’esistenza di questa persona e dello stato di abbandono in cui viveva?”. Sulla falsariga della Dc interviene anche Rifondazione comunista. “Ad Avellino – dichiara Gennaro M. Imbriano, segretario provinciale Prc Sinistra Europea- si è consumato un dramma umano e politico. La morte di quest’uomo, che viveva in condizioni di intollerabile indigenza all’interno del Mercatone, ci lascia sgomenti. Dove è l’amministrazione comunale?”
