Traforo del Partenio, il no della triplice: “Non è una priorità”. Più possibilista Festa: “La Valle Caudina non può essere isolata per sempre”

Traforo del Partenio, il no della triplice: “Non è una priorità”. Più possibilista Festa: “La Valle Caudina non può essere isolata per sempre”

21 Gennaio 2021

Alfredo Picariello – “Il traforo del Partenio non è una priorità per lo sviluppo dell’Irpinia. E’ un’opera che può tranquillamente essere messa in coda. Devono venire prima quelle opere pubbliche già canteriabili”. Franco Fiordellisi, segretario generale della Cgil, sembra non avere nessun dubbio sul progetto che, secondo le idee della Provincia targata Biancardi, dovrebbe rientrare nel piano irpino del recovery plan.

“Ragionando con i segretari di Cisl e Uil è emersa questa posizione. Se dovessi parlare a titolo personale, ritengo che il traforo del Partenio sia un’opera inutile”. Leggendo il documento della triplice, ci sono diverse indicazioni per ciò che riguarda le opere pubbliche. Al capitolo 6, c’è proprio il passaggio enunciato da Fiordellisi già nel titolo: “Completamento delle opere infrastrutturali in via di costruzione e quelle decise da cantierare”.

L’elenco non contiene il traforo. 1) Messa in sicurezza, allargamento raccordo autostradale Avellino-Salerno; 2) Completamento tratta stradale Lioni –Grottaminarda; 3)Completamento strada Avellino-San Martino V.c.; 4) Messa in sicurezza Ofantina Lioni-Monteverde; 5) Valorizzazione Stazione FF.SS. Avellino con rafforzamento delle corse giornaliere Avellino-Napoli e Avellino/Rocchetta almeno sino a Calitri da Avellino A/R con corse giornaliere; 6) Potenziamento e rilancio della Circumvesuviana Napoli/Baiano; 7) Valorizzazione e potenziamento della Tratta Benvento-Cancello attraverso la Valle Caudina; 8) Finanziamento tratta ferroviaria Eboli-Calitri-Rocchetta S.Antonio; 9)Bretelle di collegamento per la Stazione Tac-Hirpinia; 10) Impianto seggiovia di Laceno ed impianti per lo sci.

Più possibilista sull’opera appare, invece, il sindaco di Avellino. “Sono dell’idea – spiega Gianluca Festa – che le verifiche teniche vadano fatte. Il presidente Biancardi ha preso spunto da un progetto già presentato qualche tempo fa. Siamo nella fase della valutazione, cerchiamo di capire bene quello che emerge. E’ certo, però, che non possiamo immaginare che la Valle Caudina continui a rimanere isolata dal Mandamento ad esempio. Credo sia giusto immaginare azioni che tendano al riammagliamento dei territori”.