Traffico internazionale di rifiuti nel porto di Salerno: ecco gli irpini coinvolti

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Sono due gli irpini coinvolti nella maxi-operazione denominata “Tortuga” e portata avanti dalla Guardia di Finanza di Salerno sotto la direzione della Procura del capoluogo salernitano.

Un’operazione, di cui vi abbiamo dato notizia in mattinata, e che ha portato all’esecuzione di 69 misure di custodia cautelare (39 arresti domiciliari, 21 divieti di dimora e 9 misure interdittive dall’esercizio della professione, pubblico ufficio e pubblico servizio) nelle province di Salerno, Avellino, Caserta e Napoli nei confronti di soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di plurimi reati commessi nell’area portuale salernitana.

Nello specifico di tratta di 17 funzionali doganali, 6 funzionari sanitari, 22 spedizionieri doganali, 10 operatori portuali, 2 avvocati, 1 dipendente amministrativo della Procura di Salerno, 1 militare della Guardia di Finanza e 10 privati.

Le accuse a loro carico vanno, a vario titolo, dal peculato alla corruzione passando per favoreggiamento, falso, traffico di influenze illecite, accesso abusivo a sistemi informatici e ricettazione e traffico internazionale di rifiuti.

Due, come detto, gli irpini coinvolti nella maxi operazione. Si tratta di Aniello Del Gaudio, ovvero l’impiegato della Procura di Salerno, sospeso dal pubblico servizio per 10 mesi e dell’avvocato Maddalena Corbisiero, anche lei sospesa dal pubblico ufficio per lo stesso periodo.

“Ciò che colpisce è l’estensione del fenomeno illecito – ha spiegato stamane il Procuratore di Salerno Giuseppe Borrelli in una conferenza convocata in video-meeting con la stampa –. Un sistema di collusione diffuso, che rappresentava una prassi comportamentale a livello territoriale. Ancora, colpisce il senso di impunità da parte degli indagati: due soggetti al vertice dell’ufficio doganale continuavano nella loro condotta nonostante fossero a conoscenza delle indagini in corso nei loro confronti. Ad un funzionario della nostra Procura è stato chiesto di fornire notizie sull’indagine tramite l’accesso al sistema informatico, un’azione davvero temeraria”.