Il porto di Salerno nella morsa della collusione, Borrelli: “Senso di impunità diffuso”

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Operazione “Tortuga”, scacco matto al porto di Salerno.

Dall’alba di questa mattina la Guardia di Finanza ha eseguito 69 misure di custodia cautelare (39 arresti domiciliari, 21 divieti di dimora, 9 misure interdittive dall’esercizio della professione, pubblico ufficio e pubblico servizio) nelle province di Salerno, Avellino, Caserta e Napoli nei confronti di soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di plurimi reati commessi nell’area portuale salernitana. 87 gli indagati per un centinaio di capi di imputazione nell’ambito della vasta operazione delle Fiamme Gialle denominata “Tortuga”.

Tutto è nato da una segnalazione dell’Olaf, l’Ufficio europeo per la lotta antifrode, relativa ad un sospetto contrabbando di tabacco per narghilè in transito per il porto di Salerno, apparentemente destinato in Marocco.

Il provvedimento cautelare emesso dal Gip del Tribunale di Salerno ha raggiunto 17 funzionari doganali, 6 funzionari sanitari, 22 spedizionieri doganali, 10 dipendenti di società operanti nel porto di Salerno, 2 avvocati, 1 dipendente amministrativo presso la Procura della Repubblica di Salerno, 1 militare della Guardia di Finanza, 10 soggetti privati. Sono indagati a vario titolo, in concorso, per ipotesi di peculato, corruzione, favoreggiamento personale, falso, traffico di influenze illecite, accesso abusivo a sistemi informatici, ricettazione, contrabbando e traffico internazionale di rifiuti.

Sotto i riflettori delle indagini l’attività dell’Agenzia Doganale del porto di Salerno, vero e proprio epicentro delle attività illecite culminate nella maxi retata che ha visto impiegati nelle varie province 250 militari.

“Ciò che colpisce è l’estensione del fenomeno illecito – ha spiegato il procuratore di Salerno Giuseppe Borrelli – un sistema di collusione diffuso, che rappresentava una prassi comportamentale a livello territoriale. Ancora, colpisce il senso di impunità da parte degli indagati: due soggetti al vertice dell’ufficio doganale continuavano nella loro condotta nonostante fossero a conoscenza delle indagini in corso nei loro confronti. Ad un funzionario della nostra procura è stato chiesto di fornire notizie sull’indagine tramite l’accesso al sistema informatico, un’azione davvero temeraria”.

E’ emerso infatti, da intercettazioni telefoniche e ambientali, come gli individui in questione si riunissero negli uffici doganali ogniqualvolta la magistratura inviava dei segnali attraverso deleghe di indagini e richiesta di atti. Nessuna preoccupazione per essere finiti sotto la lente d’ingrandimento. Anzi, la determinazione nel proseguire credendo di farla franca.

Le indagini hanno portato alla luce anche 58 episodi di sottrazione dai container di varie tipologie di merci grazie alla connivenza tra le figure apicali dell’ufficio dogane e i dipendenti in servizio al porto.

 

1 COMMENT

  1. […] Un’operazione, di cui vi abbiamo dato notizia in mattinata, e che ha portato all’esecuzione di 69 misure di custodia cautelare (39 arresti domiciliari, 21 divieti di dimora e 9 misure interdittive dall’esercizio della professione, pubblico ufficio e pubblico servizio) nelle province di Salerno, Avellino, Caserta e Napoli nei confronti di soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di plurimi reati commessi nell’area portuale salernitana. […]

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