Terremoto in Irpinia, a S. Angelo dei Lombardi la giornata del ricordo e della speranza

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L’Irpinia si ferma per ricordare le vittime del tragico terremoto del 1980. A distanza di 35 anni, a Sant’Angelo dei Lombardi, uno dei borghi più colpiti dalle violente scosse telluriche che devastarono centinaia di Comuni tra le province di Avellino, Salerno e Potenza, questa mattina si sono ritrovati gli amministratori irpini, in occasione della seduta straordinaria del Consiglio provinciale.

A fare gli onori di casa il primo cittadino Rosanna Repole, sindaco simbolo dell’Irpinia devastata dal terremoto nel 1980, che ha accolto il Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti (all’epoca Giudice presso il Tribunale di S. Angelo dei Lombardi), il presidente della Provincia di Avellino Domenico Gambacorta e il direttore de Il Mattino Alessandro Barbano.

Sullo sfondo, le bandiere di Italia e Francia e la melodia di Imagine di John Lennon che ha chiuso la mattinata celebrativa in Alta Irpinia, quasi ad unire in una sola voce il dolore e la rabbia di decine e decine di famiglie che, in due distinte e tragiche parentesi temporali, hanno pianto e piangono i propri cari.

“Dobbiamo essere onorati di aver avuto una classe dirigente che, all’epoca, si impegnò per noi, per l’Irpinia pagandone qualche conseguenza sulla propria pelle – ha esordito la Repole, introducendo ai lavori della giornata – Circa la ricostruzione post sisma, l’allora classe dirigente seppe fare rete e rispondere alla più grande tragedia che avesse ma interessato questa parte di Mezzogiorno”.

Di grande significato sono state le parole di Roberti, che in quei giorni fu in trincea in una Sant’Angelo dei Lombardi sventrata dal terremoto nei mesi a venire impegnato, come giudice istruttore presso il Tribunale santangiolese, a trattare del procedimento penale sui cosiddetti “crolli facili” del sisma dell’Irpina del novembre 1980.

I ricordi di quei tragici giorni affiorano man mano nella mente del magistrato che ha spiegato: “Recuperammo con difficoltà i faldoni dal Tribunale, poi tenemmo le prime udienze nell’asilo, tra le poche strutture che resistettero alla violenza del sisma. Cominciammo dunque a focalizzare la nostra attenzione sugli sciacalli delle macerie e quindi ai flussi di denaro che arrivarono per la ricostruzione, sulle responsabilità umane nel crollo di case e palazzi e sul cemento della camorra”.

Poi l’appello: “Si vince se si è tutti uniti, se ognuno fa la propria parte, se si recupera il rapporto di fiducia tra cittadini e Istituzione”.

La platea di amministratori a S. Angelo
La platea di amministratori a S. Angelo

Gambacorta ha invece posto l’accento su chi ha deciso di restare investendo in Irpinia dopo l’immane tragedia di 35 anni fa ma anche sulla questione della prevenzione del rischio: “C’è una parte del nostro territorio che ha deciso di restare, lavorando ed investendo su questo territorio. Il terremoto dell’Irpinia fu anche un momento di riscatto popolare, di sacrificio e di lavoro da parte delle istituzioni locali”.

Ancora: “Qualsiasi ragionamento non può non partire dalla prevenzione. La Protezione Civile Nazionale è nata proprio a seguito del sisma del 1980. I primi soccorsi subito dopo le scosse furono poco organizzati. Oggi, finalmente, vantiamo una struttura all’avanguardia, pronta ad intervenire ai vari livelli di competenza. L’Ente che mi onoro di rappresentare s’è dotato di un Piano di Emergenza di Protezione Civile, la cui gestazione non è stata facile. Negli ultimi anni, inoltre, è stato realizzato un importante lavoro di coordinamento con i Comuni affinché adottassero propri piani di intervento. Anche in questo caso il percorso è stato irto di ostacoli, ma alla fine sono stati raggiunti buoni risultatati.

Ora, però, siamo costretti a registrare conflitti di competenze dopo la riforma delle Province e una fase di impasse determinata dalla necessità di pianificare secondo la nuova normativa regionale che non è proprio chiara.

In ogni caso, la forza e l’efficacia degli interventi poggiano sul giusto coordinamento tra partecipazione nazionale e partecipazione delle autorità locali. I due tipi di governance, locale e centrale, sono interconnessi, ed è impensabile che un sistema funzioni nella sua interezza se i suoi elementi non funzionano singolarmente.  Sempre sul fronte della prevenzione, si sta procedendo ad opere di messa in sicurezza degli istituti scolastici superiori che sono di competenza dell’amministrazione provinciale. Lo si sta facendo con opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, nonostante i tagli imposti dal Governo che sono stati davvero pesanti”.

Numerosi i sindaci irpini, deputati nazionali e regionali, rappresentanti delle forze dell’ordine, del mondo ecclesiale e del mondo associativo presenti al convegno.

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