Teora e i candidati futuri – La matematica non è opinione…ma la fa

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Teora – Il grande matematico napoletano prof Caccioppoli, figlio della celebre
professoressa Bakunin a sua volta figlia del grande anarchico russo Bakunin,
usava dire che “La matematica non è un’opinione”. Ma i suoi studenti
aggiungevano: “ a meno che l’opinione non sia la sua…”.La faccenda finì una
volta nel variopinto ma austero salotto di Achille Lauro, che aveva perso le
elezioni contro ogni statistica che lo voleva vincente. E lui, per motivi di
scarpe destra e sinistra di cui sarebbe lungo ora spiegare, commentò:” O’
prufessore Caccioppoli sarà pure nu genio ma dice cazzate: a’ matematica nun
sarrà opinione, ma sicuro l’opinione a’ fà..”.
Ed è così che a Teora, per un puro calcolo matematico fatto sulla base dei dati
pubblicati da “Irpinianews” (che non può essere un’opinione secondo
l’affermazione del prof. Caccioppoli), è nata l’idea che l’ex sindaco ed ex
vicesindaco Giuseppe Casale (attualmente vicepresidente Udeur), che ha
liquidato di fatto l’amministrazione Di Domenico poche settimane fa, stia per
lasciare anche Mastella nel cui partito era entrato per lasciare la Margherita
di De Mita.
A questa conclusione si è giunti a Teora questa mattina, quando qualche teorese
si è collegato al sito www.irpinianews.it , il giornale quotidiano on-line
fondato da Antonio Porcelli, scaricando e stampando poi i risultati
delle primarie che il giornale telematico ha pubblicato. Il dato più importante
ed eclatante, secondo questi teoresi, è che nei quattro Comuni del collegio di
Giuseppe Casale (circa 1300 voti sotto bandiera Udeur nelle ultime provinciali
e quasi 300 all’arianese Bongo-sempre bandiera Udeur – alle regionali fra Teora
e Caposele), Clemente Mastella è praticamente sparito. Sedici soli voti fra
Teora e Lioni, più o meno altrettanti a Calabritto e zero voti zero a
Caposele-Materdomini(e Casale ne aveva presi circa 360). Ed ecco che la
matematica, che per Caccioppoli “non è un’opinione”, e che per Achille Lauro
“l’opinione invece la fa”, spiega in questo caso che “Se Clemente Mastella è
letteralmente sparito in questa parte dell’Alta Irpinia – è la conclusione degli
osservatori teoresi-significa che Casale ha dichiarato il suo disimpegno nei
confronti anche dell’Udeur”. Indubbiamente Casale, che fra l’altro è anche
coordinatore Udeur in Alta Irpinia oltre che componente del direttivo
provinciale, non viene considerato tipo che “se ne frega” di fronte ad una
competizione elettorale e soprattutto se il capo del partito “ci tiene” come
Mastella in questo caso.
Mentre sarà Pasquale Giuditta a tirare le prime conclusioni di questo esito a
sfavore dell’Udeur di Mastella, a Teora -ormai avviata verso nuove
elezioni-aumentano i commenti sul commissariamento voluto da Casale, che
secondo la segretaria della Margherita locale, avrebbe chiesto l’incontro a
Sturno (la Cena delle Beffe) proprio perché pentito di aver sparato due anni e
mezzo contro De Mita.
Intanto sta nascendo a Teora anche una strana associazione, detta “La Società
della Madonna della Pace”, che ebbe le sue antiche origini a Filadelfia, con
fondatori anche teoresi, in onore di tal Cav. Migliaccio detto affettuosamente
anche “Farfariello”. L’associazione prevede, come un tempo, l’uso della lingua
latina o giù di lì, che si rifà all’epiche “macaronicae” . Il secondo conclave
(il primo è stato già fatto) stabilisce che “Lo Conclave est la radunanza de
omnes li inscripti a la “Società della madonna della Pace”; id est lo Sovrano
Ordine de lo Studium Urbis, advocata da la maxima autoritas pro l’electione de
lo novello Sindacus et de le cariche vassalle”. Inutile, ma simpatico,
aggiungere che al comma 26 viene spiegato che “La plebe non inscripta poterae
presentiare a la eletione solum-et solum extra moenia”. Latinorum a parte, c’è
il sospetto, se non il segno, che la campagna elettorale teorese potrà assumere
anche toni ridicoli da chi ridicole considera le motivazioni che hanno portato
al commissariamento di Teora.
In attesa di saperne di più sulla “Compagnia della Madonna della Pace” e
“L’Agenzia di Passaggi” che dovrebbe gestirla, ecco qualche fatto che sta
accadendo in paese. Il sindaco Di Domenico, che ha convocato per domenica
prossima una assemblea pubblica(e microfono in platea), intende ripresentarsi
con una lista sua. La consigliera di minoranza ed esponente della Margherita
vicina a De Mita(Casciano)pure. L’altra Margherita, che fa capo a Fratianni
vicino a De Luca idem; poi c’è un progetto già partito da coloro che non si
rifanno a nessuno di quelli che hanno comandato da oltre dieci anni a questa
parte. Quattro liste per sei possibili sindaci, di cui due si son già
dichiarati: Di Domenico e Casciano. A cui bisogna aggiungere Donatiello che a
tratti fa supporre di essere aspirante sindaco e Saverio Zarra la cui posizione
politica non appare affatto chiara: è infatti nel direttivo della Margherita
teorese (De Mita non De Luca) ma in una lettera indirizzata e pubblicata dal
giornale locale “Voci da Teora” si dichiara di Alleanza Nazionale (col cuore);
ma scarsi dubbi che non pensi ad una lista col suo nome a numero uno. Poi c’è
Giuseppe Casale : questi mormora ad alta voce che “non mi presento”, ma proprio
nessuno crede a questo “mormorio”; abile finché si vuole ma ormai molto, anzi
troppo conosciuto. C’è da credere che in attesa del nuovo “colpo di cannone”
dedicherà energie a neutralizzare “Voci…” (da e di Teora), di cui si è
sentito e si sente stranamente, incredibilmente, gravemente e falsamente
“proprietario”.
Infine, e forse è questo il piatto più forte servito in questa articolo sulla
tavola dei teoresi , pranzo o cena non fa differenza, è che per la prima volta
può scendere in campo il geometra e musicista Gerardo Lardieri (alias Mingone).
Silenzioso uomo di punta di quasi tutte le attività sociali che si sono svolte
e che si svolgono a Teora da vent’anni e più, ma non solo a Teora, Lardieri ha
sempre rifiutato la “competizione” a favore dell’”organizzazione”. Sarebbe un
pò lungo tracciarne un profilo ma basterà esprimere un concetto molto condiviso
da Lardieri: “Si può e forse si deve credere che la maggior parte della gente
vuole un mondo di pace.
La differenza è che per alcuni la pace è una conquista militare,
per altri, invece, è una conquista dell’intelletto.” (da Voci da Teora)

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