Tentata estorsione all’Ultrabeat, la Corte d’Appello conferma le condanne

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I giudici della Corte di Appello di Napoli hanno confermato la sentenza emessa in primo grado dal tribunale di Avellino in composizione collegiale ai responsabili della tentata estorsione all’Ultrabeat di via Cannaviello.

Dunque, Alessio Romagnuolo e Claudio Ferrante devono scontare un anno e sette mesi di reclusione. I due, accusati di tentata estorsione, danneggiamento e detenzione d’arma da fuoco, furono condannati anche al risarcimento del danno e al pagamento delle spese processuali.

I due giovani furono invece assolti dal reato di minaccia posta in essere nei confronti di un dipendente del locale e fu esclusa l’aggravante dell’uso delle armi.

Il pubblico ministero Vincenzo Toscano, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto 4 anni di reclusione per Alessio Romagnuolo e Claudio Ferrante difesi dagli avvocati Gerardo Santamaria e Valeria Verrusio. Dopo aver impugnato la sentenza di primo grado i due legali – dinanzi ai giudici della Corte di Appello di Napoli – hanno chiesto la riforma della sentenza, ma gli appelli sono stati respinti. Per i due imputati l’aprile scorso è stato disposto il giudizio immediato.