Telefonino nella tubatura del bagno della cella: una condanna e un’assoluzione

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Tribunale_Avellino_Aula

AVELLINO- Si è chiuso con una condanna ad otto mesi ed un’assoluzione il processo celebrato con il giudizio abbreviato nei confronti di due dei quattro detenuti all’epoca dei fatti nel carcere di Sant’Angelo dei Lombardi, finiti sotto inchiesta e poi a giudizio per accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti (il 391 ter, reato da qualche anno in vigore per scoraggiare l’introduzione di dispositivi in carcere).

I fatti sono relativi al rinvenimento di un microtelefonino con due batterie ed un cavo usb rinvenuto all’interno della tubatura del bagno di una cella di pernottamento del carcere di Sant’Angelo dei Lombardi l’undici febbraio del 2022 dal personale della Polizia Penitenziaria nel corso di una perquisizione.

Già nel corso della perquisizione uno dei quattro detenuti finiti a processo, P.S, aveva ammesso di aver portato con sé da Poggioreale il telefono con relativo caricabatterie e che ne aveva fatto un uso esclusivamente personale.

Anche gli altri compagni di cella avevano escluso di essere a conoscenza della presenza del cellulare e soprattutto di non aver mai visto P.S. che usava lo stesso.

La Procura aveva invocato per entrambi una condanna ad un anno di reclusione. Il detenuto assolto, difeso dalla penalista Giovanna Perna, accusato di aver concorso nell’utilizzo del cellulare, era finito nei guai perché sarebbero risultate ben 84 telefonate in un determinato periodo del 2022 alla sua compagna.

La difesa ha però messo in evidenza come non solo le indagini avrebbero omesso di accertare anche sul dispositivo della donna eventuali corrispondenze con il numero incriminato, ma che al momento e nel periodo in contestazione il detenuto era alloggiato presso un’altra cella e non in quella dove era stato rinvenuto il cellulare.

Decisivo, verosimilmente anche in attesa del deposito delle motivazioni, il fatto che al telefonino non fosse abbinata alcuna sim. Una circostanza che renderebbe anche solo ipotizzabile il fatto che le telefonate fossero state effettivamente compiute con quel telefonino.

Una serie di elementi parcellizzati per cui la difesa ha escluso che ci potesse essere una decisione oltre ogni ragionevole dubbio. Ora si attende la motivazione, anche perché si tratta di una delle poche sentenze di assoluzione per il 391 ter dalla sua applicazione.