Taurasi – Si è tenuto nel Castello medievale di Taurasi il convegno sul Parco fluviale dei fiumi Fredane e Calore, denominato “Parco Fluviale Irpinia”. L’idea alla base del progetto è quella di promuovere e valorizzare i territori che sono bagnati dalle acque dei fiumi Fredane e Calore e che di fatto costituiscono un bacino idrografico ricco di risorse ambientali, culturali, storiche, architettoniche ed enogastronomiche. Un territorio complesso ed articolato come quello dei Comuni di Taurasi, Paternopoli, Fontanarosa, Luogosano, Sant’Angelo all’Esca, Castelvetere, Montemarano, Castelfranci, Sant’Angelo dei Lombardi, Rocca San Felice, Gesualdo, Guardia dei Lombardi, Torella dei Lombardi, Lapio, Grottaminarda, Mirabella Eclano, Venticano, Montemiletto, Torre le Nocelle e Frigento che da sempre mantiene una sua unitarietà insieme alle diverse vocazioni che comunque sono presenti al suo interno. Ad illustrarle Piero Mastroberardino che ha spiegato come la sua famiglia abbia investito in questi anni sul territorio irpino realizzando dodici tenute dislocate in vari comuni irpini e una in provincia di Benevento. “Questo nostro territorio ricco di risorse – ha spiegato – deve sì preparasi all’accoglienza del visitatore ma deve anche attrarre investimenti di imprese e attività in settori del turismo dell’agricoltura e dell’ambiente per valorizzare capacità e vocazioni del nostro territorio”.
Giuseppe Iorio ha illustrato le linee guida del progetto e si è augurato che il parco possa diventare il motore dello sviluppo socio-economico locale e assumere una funzione strategica di collegamento dei vari territori ad elevata vocazione agricola – turistica. Il progetto si pone l’obiettivo di indirizzare le scelte gestionali verso uno sviluppo e un incremento delle potenzialità presenti sul territorio ed un arricchimento del patrimonio naturale, che non ha solo una funzione di svago o semplice piacere visivo, ma ha anche un ruolo importante per l’equilibrio climatico ed idrogeologico.
Il Presidente del Parco Regionale dei Monti Picentini, Sabino Aquino, ha ribadito invece che il vero problema del Parco fluviale è la carenza idrica dei fiumi. Le soluzioni, secondo Equino, ci sono ma bisognerebbe agire su più fronti. “Si potrebbe per esempio pensare di ridefinire le portate idriche concesse all’acquedotto pugliese, oppure di creare un invaso ad alta quota che raccolga le acque nel periodo invernale e le restituisca al fiume nel periodo estivo”.
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