Tanto tuonò che piovve. Avellino si impegna finalmente a riattivare i consultori familiari

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Alfredo Picariello – Tanto tuonò che piovve. Avellino si impegna finalmente a riattivare i consultori familiari che mancano nel capoluogo ormai da diversi anni. E’ passata, nel consiglio comunale lampo del pomeriggio, la mozione presentata dal consigliere Ferdinando Picariello del MoVimento 5 Stelle, con 23 voti favorevole su 23 presenti.

Il capogruppo pentastellato è stato coerente ed ha ripresentato il testo che era slittato nelle scorse settimane. La mozione impegna l’amministrazione comunale “ad attivarsi per l’immediata individuazione del numero di strutture idonee ed attivare tutte le procedure necessarie per la riapertura dei consultori in città”.

“Parliamo di strutture essenziali”, spiega Picariello. “Da anni questo importante servizio non è più garantito ad Avellino. Ora serve uno scatto in avanti”.

La legge prevede obbligatoriamente per ogni 20mila abitanti la presenza di consultori familiari. Poche settimane fa, la giunta, su proposta dell’assessore alle Pari Opportunità, Marianna Mazza, aveva approvato una delibera che individua il primo consultorio a rione Mazzini. Ne occorrono altri, il Comune di Avellino è chiamato ad individuare i luoghi, il personale sarà invece di competenza dell’Asl.

“Deve essere un obiettivo non solo della città di Avellino, ma di tutta la provincia. La questione venga portata all’attenzione dell’assemblea dei sindaci”. Così, in una lettera letta in aula dal consigliere Iandolo, l’associazione “Soma”.

Il consultorio familiare, ricordiamo, è una struttura sanitaria istituita con la legge del 29 luglio 1975, numero 405 (istituzione dei consultori familiari) allo scopo di intervenire in sostegno alla famiglia o al singolo che vi faccia ricorso.

Prima della mozione sui consultori, è stato approvato anche il Bilancio consolidato.