Tangenti per gli appalti del Comune all’ex sindaco Festa 40mila euro raccolti da Guerriero

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AVELLINO- Tra l’inizio di dicembre 2023 e la fine di gennaio 2024 l’ex sindaco Gianluca Festa avrebbe intascato tangenti per quarantamila euro da imprese che si erano aggiudicate almeno nove appalti del Comune di Avellino, compreso quello per la Riqualificazione del Torrente Fenestrelle. Tutto grazie all’intercessione di quello che e’ definito dagli inquirenti il suo “fido collaboratore” ovvero l’architetto Fabio Guerriero, gia’ destinatario di una misura nell’aprile scorso (annullata dal Riesame di Napoli). Cinque episodi ricostruiti dalle indagini dei Carabinieri. Il Gip ha emesso la misura nei confronti dell’ex sindaco Festa e Guerriero per tre dei cinque capi di imputazione.

LE INDAGINI

L’indagine nasce da un’ulteriore porzione della complessa inchiesta denominata “Dolce Vita” che ha ad oggetto, come sarebbe richiamato nel provvedimento del Gip Argenio “i molteplici traffici delittuosi scoperti che negli ultimi anni hanno inquinato l’attività amministrativa del Comune di Avellino”. Il Gip ha scritto nelle quaranta pagine della misura cautelare come siano vicende “che dimostrano ancora una volta il sistematico asservimento delle pubbliche funzioni agli interessi privati del sindaco di Avellino, del suo fido collaboratore e di una serie di imprenditori aggiudicatari di importanti appalti affidati dal Comune di Avellino”. Si tratta però di “una porzione di una più ampia di indagine, che risulta essere ancora in itinere con riferimento ala fattispecie associativa che, secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti, si collocherebbe a monte delle vicende delittuose oggetto della richiesta cautelare e a una serie di ulteriori condotte criminose oggetto di approfondimento investigativo”. Per cui non c’è ancora una parola fine con le misure applicate oggi, resta ancora da approfondire quello su cui sono in corso gli accertamenti da parte della Procura di Avellino. La porzione di inchiesta definita con le misure di oggi e’ arrivata grazie all’esame della documentazione acquisita presso gli uffici del Comune di Avellino il 20 maggio scorso e all’analisi della messaggistica WhatsApp estrapolata dal cellulare in uso proprio a Guerriero Fabio.

GLI EPISODI

Cinque contestazioni di corruzione nell’esercizio della funzioni in concorso tra Gianluca Festa e Fabio Guerriero e tre dei quattro imprenditori indagati per i lavori relativi alla “Riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica-Ambito Bellizzi” e di un “Nuovo Impianto Polivalente S. Pio Pietralcina” oltre ai lavori per la Porta Est. Per questi lavori secondo le ipotesi investigative dopo una prima dazione di cinquemila euro, consegnata dall’imprenditore che si era aggiudicato l’appalto a Fabio Guerriero e da questi all’allora sindaco Gianluca Festa, ne sarebbero stati versati altri ventimila. Sempre con la stessa impresa per altri tre lavori relativi al Pics per Largo Santo Spirito e Via Tedesco oltre a quelli per la porta est, che tra l’altro sarebbero stati estesi con una determina, vengono contestati altri episodi di corruzione per cui la somma non è stata però quantificata. Un altro episodio di corruzione nell’esercizio delle funzioni con un presunto passaggio di denaro tra uno degli imprenditori coinvolti e Fabio Guerriero e da questi all’allora sindaco Gianluca Festa riguarda una tangente di cinquemila euro versata dall’impresa che si occupava dei lavori di riqualificazione di Quattrograna (sub comparto 2) . Un altro appalto finito nel mirino dell’inchiesta della Procura di Avellino e relativo al presunto patto corrutivo che vedeva Guerriero e Festa ricevere soldi dagli imprenditori riguarda i lavori di riqualificazione del Torrente Fenestrelle. In questo caso Fabio Guerriero avrebbe ricevuto diecimila euro da parte dell’imprenditore e li avrebbe consegnati all’allora sindaco Festa. A documentare le contestazioni provvisorie in capo agli indagati ci sono le attività eseguite dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino e della Pg presso la Procura delle Fiamme Gialle grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali eseguite nell’ambito degli accertamenti coordinati dal Procuratore Domenico Airoma e dai magistrati Vincenzo Russo e Vincenzo Toscano.

Aerre