Super-bonus e altri bonus edilizi: in Campania sequestrati crediti per 772 milioni di euro

0
1968

La Guardia di Finanza di Frattamaggiore ha dato esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo, su ordine della magistratura, su crediti derivanti da bonus edilizi e di locazione per oltre 772 milioni di euro vantati da 143 tra persone fisiche e giuridiche, residenti o con sede per la maggior parte tra le province di Napoli e Caserta.

L’indagine ne segue un’altra che ha già condotto, a marzo, al sequestro di circa 108 milioni di euro, nei confronti di due fratelli residenti a Vallo della Lucania. Gli approfondimenti sulle negoziazioni dei due imprenditori vallesi, avvenute dal 2021, hanno consentito di individuare un’ulteriore e numerosa platea di cessionari, i cui crediti, al pari dei primi, derivavano da lavori edili e da locazioni immobiliari in realtà inesistenti. I cessionari, infatti, avevano comunicato all’Agenzia delle Entrate, attraverso l’inserimento di moduli di cessione al portale Entratel, la disponibilità di crediti dell’ammontare di svariati milioni di euro, ricevuti a fronte di fantomatici lavori di ristrutturazione di fatto mai eseguiti. Nel corso delle indagini, oltre ad essere ricostruita l’articolata filiera delle cessioni a catena effettuate dai responsabili, è stato anche accertato che tra questi oltre il 70% risultava percettore o comunque richiedente il reddito di cittadinanza.

Tra i titolari di crediti, inoltre, sono stati individuati anche soggetti più volte segnalati dalle forze di polizia per esercizio abusivo dell’attività di parcheggiatore, per essere risultati privi di partita IVA, per aver svolto attività d’impresa per un solo giorno, per essere risultati impegnati in settori economici differenti da quello edilizio e persino per contiguità con la camorra, sia napoletana che casertana.

Ad ulteriore conferma della natura illecita delle provviste creditizie sottoposte all’odierno provvedimento di sequestro, è stata in particolare approfondita la posizione di uno dei responsabili, che avrebbe ricevuto lavori di ristrutturazione per oltre 34 milioni di euro e, al contempo, ne avrebbe egli stesso asseritamente eseguiti per oltre 30 milioni di euro, benché fosse in realtà detenuto presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere. La somma oggetto di sequestro ricomprende anche i crediti ceduti a Poste Italiane ai fini della loro negoziazione, nella misura di decine di milioni di euro, in base ad una quantificazione tuttora in corso.