Caso Manzo, la Procura stringe i tempi: convocate altre 4 persone. E spuntano immagini importanti

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Caso Manzo, la Procura stringe i tempi: convocate altre 4 persone oggi dagli inquirenti presso il palazzo di Giustizia di Avellino, per fare luce sulla scomparsa del 69enne di Prata Principato Ultra, di cui si sono perse le tracce dalla sera dell’8 gennaio 2021. Nel primo pomeriggio di oggi, nonostante il caldo torrido, altri interrogatori, iniziati verso le 14.30 e finiti dopo le 18.

A sorpresa questa mattina sono stati convocati dal Procuratore Airoma e dal sostituto Recano, Giuseppe Fabrizio e suo figlio Simone. Oggi in agenda c’erano soltanto gli interrogatori dei genitori di Loredana Scannelli. Invece, poco dopo le 14, sono arrivati in piazza d’Armi anche i Fabrizio. Il primo ad essere stato ascoltato, come persona informata sui fatti, il figlio Simone. Quest’ultimo ha partecipato alle ricerche di Mimì Manzo la sera dell’8 gennaio, perché avvertito da Francesco, suo amico, figlio dell’uomo scomparso.

Simome ha spiegato di aver preso parte alle ricerche almeno fino alle due del 9 gennaio e di essere poi tornato a casa.

Al padre Giuseppe sono stati chiesti chiarimenti, invece, sulle telecamere. “I carabinieri – dice Fabrizio al termine dell’interrogatorio – sapevano che saremmo andati a visionare i filmati. Se avessimo avuto cattive intenzioni, non lo avremmo detto certo a loro. Non sono venuti con noi perché avevano un’emergenza in corso”.

Giuseppe, insieme al tecnico che aveva installato le telecamere presso un noto ristorante della zona, va a visionare le immagini il pomeriggio del 9 gennaio, il giorno dopo la scomparsa di Manzo. “Sono stato io a chiamare il tecnico perché il proprietario del ristorante non era esperto sul funzionamento delle telecamere”.

“Noi nelle immagini – prosegue Giuseppe Fabrizio – abbiamo visto Mimì, lo abbiamo visto per qualche minuto. E’ passato davanti al ristorante, si è fermato e poi ha girato verso la stazione. Poi non abbiamo visto niente più, non siamo andati avanti con le immagini, ci siamo fermati, perché quel giorno ancora non c’era una grande preoccupazione sulle sorti di Domenico. Non abbiamo sentito la curiosità di andare oltre. Abbiamo visionato le immagini fino a quando Mimì ha girato verso la stazione. Decidemmo di andare a guardare se magari fosse ancora lì, alla stazione. Quindi staccammo i monitor e andammo a vedere”.

Il “dubbio” della Procura è che quelle immagini, quelle successive al momento in cuio Mimì svolta verso la stazione di Prata, siano state cancellate e che chi lo ha fatto, lo ha fatto di proposito, perché non voleva che si vedesse qualcosa o qualcuno. “A questa domanda non so rispondere”, sottolinea Fabrizio.

Quest’ultimo ha riferito di non aver visto, attraverso le telecamere, macchine transitare. E nemmeno altre persone, oltre Mimì. “Qualche auto è passata ma non riesco a fare mente locale su che tipo di macchina fosse, perché i fari ne impedivano la visione completa. Mimì mi sembrava tranquillo, camminava con le mani in tasca, era normale”.

Purtroppo, dopo 24 ore, le immagini delle telecamere di sorveglianza del noto ristorante, sono sparite, si sono cancellate in automatico, come avviene per la maggior parte degli impianti di questo tipo.

La cosa importante che emerge, è che in Procura ci sarebbero altri filmati ripresi da altre telecamere della zona. E, a quanto pare, dall’esame di questi filmati, sarebbero emersi particolati molto importanti.