Sul Calaggio, diversità di vedute tra D’Addesa e Solimine

21 Dicembre 2005

Qualche giorno fa Giuseppe Solimine, nelle vesti di Consigliere Provinciale, ha lanciato la proposta dell’ipotesi di costituzione di un nuovo progetto industriale da denominare ‘Calaggio 2’. Una proposta che ha fatto maturare non poche riflessioni da parte del presidente del Consiglio provinciale Erminio D’Addesa. Tanto per cominciare, “…la denominazione che si propone, per una forma di scaramanzia, non è opportuna, in quanto il termine ‘Calaggio’ rappresenta il fallimento della politica industriale e di sviluppo quindi di un disegno economico e sociale portato avanti dalla stessa classe politica che da cinquant’anni occupa lo scenario politico provinciale. Da parte di Solimine sarebbe stata necessaria un’autocritica sulla trascorsa ed anche sull’attuale gestione politica, industriale e sindacale del Calaggio e sui guasti prodotti dalla stessa che ha trasformato quell’area in un cimitero industriale, con drammatiche ripercussioni sull’occupazione, e che ha portato alla soglia di povertà tante famiglie di ormai ex operai. Certamente l’idea di creare una rete tra i Pip realizzati nei vari Comuni potrebbe essere una ipotesi percorribile anche al fine di valorizzare quelle strutture che sono costate moltissimo, in termini finanziari, alla collettività, ma tentando nel contempo il recupero ed il rilancio dell’area industriale del Calaggio. I Pip finora non hanno prodotto occupazione se non in maniera marginale e gli unici che ne hanno tratto vantaggio sono stati i tecnici e le imprese che li hanno progettati e realizzati. Quindi, al fine di evitare a queste strutture un futuro fallimentare, è necessario programmare una ipotesi di sviluppo che sia collegata al territorio in un contesto economico eco-sostenibile ed incardinando i Pip medesimi nel Piano di Coordinamento Territoriale della Provincia di Avellino. Fondamentale sarebbe la creazione una cabina unica di regia che dovrebbe garantire la governance del correlato progetto di sviluppo anche per evitare inutili e dannose sovrapposizioni. E’ importante non sperperare denaro in infrastrutture inutili ed evitare il ripetersi di fenomeni che non hanno prodotto sviluppo ma generato soltanto malgoverno e clientelismo. Il motivo che mi ha indotto a questo intervento è dovuto all’incontro di stamattina con due uomini, in carne ed ossa, di Vallata, Michele e Franco (nomi reali e non di fantasia); il primo, operaio disoccupato di una fabbrica decotta del Calaggio, mi ha detto: “Dopo Natale faccio la valigia e me ne vado perché voi politici non fate niente per noi disoccupati e per le nostre famiglie”. Il secondo, imprenditore e critico verso l’establishment politico provinciale, mi ha detto: “Ma chi te lo fa fare (riferendosi al mio impegno di denuncia su come vanno le cose) tanto qui non cambia niente”.


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