Avellino – Con la Procura di Avellino al lavoro per fare luce sulla tragedia del bus precipitato lo scorso fine luglio dal viadotto Acqualonga sull’A/16 – tragedia che è costata la vita a 40 persone – si è accesa la polemica intorno all’ammontare complessivo del risarcimento (5 milioni di euro) che verrà corrisposto dalla società di trasporti del pullman precipitato alle vittime del sinistro. A rincarare la dose è Luigi Cipriano, presidente Aneis, Associazione nazionale esperti infortunistica stradale: “La legge è ancora una volta dalla parte delle Assicurazioni. Il legislatore dovrebbe adeguare i massimali a valori idonei a garantire la copertura anche in questi casi”.
L’Aneis spiega che in quest caso specifico non si tratta tanto di una questione di aggiornamento della polizza con l’attuale valore monetario ma che è la legge che prevede massimali così modesti. L’articolo 128 del Codice delle Assicurazioni prevede un ridicolo massimale dei risarcimenti fissato a 5 milioni di euro complessivi. Un veicolo come un pullman può trasportare anche oltre 90 persone, ma nel redigere il Codice il legislatore ha omesso di tener conto proprio di questo. “È una vergogna – tuona Cipriano – pensare che i famigliari delle vittime vengano risarciti con pochi spiccioli, oltretutto in tempi biblici a causa di una giustizia lenta e approssimativa, incapace di individuare con rapidità le responsabilità e conseguentemente di punire i colpevoli commisurando le pene alla gravità dei reati. È l’ennesima conferma dell’inadeguatezza del Codice delle Assicurazioni, che va modificato e corretto, anche e soprattutto con riferimento all’articolo 128 relativo ai massimali di garanzia che, all’occorrenza, risultano inadeguati ad assicurare alle vittime un equo risarcimento”.
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