Clan Graziano, dalla Cassazione stop alla sentenza di secondo grado

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Roma – La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado del processo ‘Washing’ circa le posizioni per le quali si era fatto ricorso, quella di Antonio Mazzocchi e di Adriano Graziano, elementi di spicco dell’omonimo clan. I magistrati della Corte Suprema hanno ribaltato la decisione dei giudici di secondo grado e, accogliendo l’istanza dei difensori degli imputati, gli avvocati Raffaele Bizzarro e Sabato Graziano, hanno operato il rinvio.

L’OPERAZIONE – L’operazione Washing fu condotta dai carabinieri del comando provinciale di Avellino nel 2010: secondo gli inquirenti Adriano Graziano stava riorganizzando il gruppo dopo gli arresti di due anni prima. L’operazione portò in carcere i presunti affiliati di un ricostituito clan Graziano. Fu ribattezzata in questo modo perché le accuse dei magistrati, in primis del pm antimafia Francesco Soviero, erano non solo di associazione a delinquere ma anche di intestazione fittizia di beni. Un metodo che serviva appunto a ‘lavare’ gli affari sporchi del clan. In sostanza, si sarebbe trattato di un meccanismo di riciclaggio, al fine di eliminare (almeno questi erano i propositi) ogni traccia della fonte criminosa di parte del patrimonio.

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