Strage Acqualonga, l’ingegnere al processo d’Appello: “Barriere idonee, per questo non sostituite”

Strage Acqualonga, l’ingegnere al processo d’Appello: “Barriere idonee, per questo non sostituite”

9 Aprile 2021

“Barriere idonee, per questo non furono sostituite”. E’ quanto dichiarato dall’ingegnere Paolo Anfosso, progettista di Autostrade per l’Italia dall’anno 2009 e responsabile degli interventi di sostituzione delle barriere di sicurezza nel tratto dell’A16 Napoli-Canosa dove si verificò il terribile incidente del 28 luglio 2013 che costò la vita a 40 persone precipitate dal viadotto Acqualonga a bordo di un bus turistico.

Le dichiarazioni del tecnico sono state ascoltate ieri dai giudici della Corte d’Appello di Napoli, dove è in corso il processo di secondo grado relativo quella strage. Anfosso, in un’inchiesta parallela, era stato accusato di falsa testimonianza dalla Procura di Avellino, poi finito assolto in primo grado. A richiedere la testimonianza dell’ingegnere l’avvocato Sergio Pisani, legale di Gennaro Lametta (proprietario del pullman e condannato in primo grado a 12 anni). Nella prossima udienza, calendarizzata per il 22 aprile, toccherà agli ingegneri Carlo Cresta di Anac e Placido Migliorino del Ministero delle Infrastrutture. Quest’ultimo, in qualità di Direttore dell’Ufficio Ispettivo Territoriale del Mit, è stato ascoltato già a più riprese dall’ex Procuratore capo di Avellino Rosario Cantelmo (ora in pensione) che aveva avviato le inchieste sulla sicurezza delle infrastrutture della rete autostradale non solo in Irpinia ma in tutta Italia.

Solo dopo le due audizioni il collegio presieduto dal giudice Domenica Miele deciderà sulle richieste dei legali di Aspi, ovvero di rinnovare le perizie su incidente e corrosione dei perni.