Avellino – “L’avevano chiamata marcia silenziosa – dichiara Francesco Pennella del network giovani della Sinistra Arcobaleno – ma la Quindici Lauro quest’anno è stata tutt’altro. Allegra, colorata, rumorosa, una marcia per dire che le mafie si combattono con la vita, non con il silenzio assordante di chi non osa denunciare. E così è stata”. Centoquindici passi per la legalità, e contro la camorra per ribadire, con Libera: “Un valore – aggiunge – di cui oggi i cittadini si vogliono riappropriare, che non è solo una parola vuota da scrivere e ripetere nei pacchetti sicurezza di questo o quel governo”. Sulla stessa linea Roberto Montefusco che pone l’attenzione sulle persone. “I nomi letti ad alta voce – sottolinea – di tutte le vittime delle mafie, per non dimenticare quella che è una questione di stato, e i nomi dei ragazzi che oggi hanno marciato contro tutte le mafie, generazioni diverse unite, uomini e donne, giovani e meno giovani, mamme e bambini per dire che ora parliamo noi, che è venuto il momento di uscire dal silenzio. Contro tutte le mafie – conclude – per un mondo di pace e diritti”.
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