La Fismic Confsal accoglie positivamente la decisione di Stellantis di assegnare allo stabilimento di Pratola Serra la produzione del nuovo motore 2.2 Multijet diesel mild hybrid a 48 volt, destinato ai veicoli commerciali prodotti negli stabilimenti di Atessa e Gliwice.
L’avvio produttivo, previsto nel 2029, rappresenta una prospettiva industriale importante per il sito irpino e costituisce un’evoluzione tecnologica delle motorizzazioni già realizzate nello stabilimento. Una soluzione capace di coniugare efficienza, riduzione delle emissioni ed esigenze del mercato, accompagnando la transizione con maggiore equilibrio e sostenibilità industriale.
«L’assegnazione a Pratola Serra ha un valore che supera i confini dello stabilimento e del territorio irpino», dichiara Sara Rinaudo, Segretario Generale Fismic Confsal. «Conferma una linea che sosteniamo da tempo: Stellantis deve tornare a investire con convinzione sulle motorizzazioni prodotte in Italia, valorizzando qualità, affidabilità e competenze tecnologiche riconosciute a livello internazionale». «Pratola Serra, Verrone e Termoli rappresentano tre presìdi strategici della filiera italiana delle motorizzazioni e della componentistica e devono essere parte di una strategia industriale integrata. L’assegnazione del nuovo propulsore a Pratola Serra produrrà effetti positivi anche per Verrone, che realizza i cambi destinati ai veicoli commerciali prodotti ad Atessa e Gliwice sui quali sarà montato il motore irpino. È la dimostrazione concreta che ogni nuova produzione assegnata in Italia può generare lavoro e maggiore continuità in più stabilimenti».
«Verrone potrà così beneficiare di un maggiore respiro produttivo, consolidando la propria missione industriale e il ruolo di eccellenza nella componentistica. Il collegamento tra motori, cambi e assemblaggio dei veicoli conferma quanto sia necessario valutare ogni investimento non come una scelta isolata, ma per le ricadute sull’intera filiera nazionale».
«Allo stesso tempo, dopo il venir meno del progetto della gigafactory ACC, gli impegni annunciati da Stellantis per Termoli sullo sviluppo dei motori GSE adeguati alla normativa Euro 7 e sulla nuova linea di cambi elettrificati eDCT devono tradursi rapidamente in investimenti, calendari produttivi, volumi e garanzie occupazionali. Termoli non può rimanere sospesa tra progetti abbandonati e prospettive ancora da definire: oggi più che mai ha bisogno di attenzione e di una missione industriale solida», prosegue Rinaudo.
Per la Fismic Confsal, queste decisioni confermano inoltre la necessità di modificare il quadro normativo europeo. La transizione ecologica non può essere governata imponendo una sola tecnologia né anticipando artificialmente le capacità del mercato, delle infrastrutture e del sistema industriale: «L’Europa si trova in una fase decisiva. Chiediamo che il confronto sulla revisione delle norme sulle emissioni si concluda rapidamente e produca una reale diversificazione e neutralità tecnologica, riconoscendo il contributo delle motorizzazioni ibride, dei biocarburanti, degli e-fuel e di tutte le soluzioni capaci di ridurre concretamente le emissioni», sottolinea Rinaudo.
«Gli obiettivi ambientali devono procedere insieme alla tutela dell’occupazione, della competitività e dell’autonomia industriale europea. Una transizione che disperde competenze, chiude stabilimenti e aumenta la dipendenza tecnologica da altri continenti non è né sostenibile né socialmente giusta».
Sul valore dell’assegnazione per il territorio interviene Franco Mosca, Segretario territoriale Fismic Confsal di Avellino «Per Pratola Serra si tratta di un risultato significativo, che raccoglie anche una richiesta avanzata dalla Fismic fin dal 2018: garantire continuità e futuro allo stabilimento attraverso nuovi prodotti e l’evoluzione delle tecnologie esistenti».
«Il nuovo 2.2 Multijet mild hybrid premia la qualità del motore prodotto a Pratola Serra e la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori. È una tecnologia che consente una transizione più graduale e concreta, risponde alle esigenze del mercato dei veicoli commerciali e permette di preservare e sviluppare le competenze presenti nello stabilimento».
«Adesso è necessario conoscere nel dettaglio i volumi previsti, gli investimenti, il percorso di industrializzazione e le ricadute sull’occupazione. Il tempo che ci separa dal 2029 deve essere governato garantendo continuità produttiva, formazione e prospettive certe. Questa assegnazione deve diventare un’occasione reale di consolidamento e rilancio, non soltanto un annuncio collocato nel futuro», conclude Mosca.

