Dall’analisi dei Bilanci preventivi delle Regioni italiane condotta dalla Uil per l’anno 2011 emerge che la spesa di competenza delle stesse per le politiche del lavoro ammonta complessivamente a 660 milioni di euro, pari allo 0,3% del totale della spesa delle Regioni. I dati riguardano la spesa per la “promozione e sviluppo del mercato del lavoro”, “centri per l’impiego regionali”, fondo per l’inserimento lavorativo dei disabili”, “politiche attive del lavoro”, “azioni di sostegno all’occupazione e prevenzione della disoccupazione”, “sostegno per l’inserimento delle donne e dei giovani nel mercato del lavoro” ecc. La Campania è ferma allo 0,04%, ultima in Italia. Seppur alla data del 31 maggio, tutte le Regioni, nell’ambito del Fondo Sociale Europeo (FSE), hanno rispettato il livello di impegni previsto dal documento del Comitato Nazionale per l’Attuazione del Quadro Strategico Nazionale, per la riprogrammazione e l’accelerazione della spesa per evitare “restituzioni” a Bruxelles, il livello di impegni giuridicamente vincolanti e di spesa certificata è abbastanza modesto. Infatti, i dati aggiornati al 31 maggio 2011 sulla spesa del FSE, programmata attraverso i Programmi Operativi Regionali (POR), presentano: su un totale di risorse pari a 13,2 miliardi di euro, da spendere nel periodo 2007-2013, complessivamente gli impegni ammontano a 4,7 miliardi di euro (il 35,8% del totale del periodo) e le spese certificate a Bruxelles ammontano a 2,3 miliardi di euro (il 17,7% del totale del periodo). Ciò porta a dire che c’è più di qualche “scricchiolio” nel nostro sistema della formazione e delle politiche del lavoro, dal momento che il FSE sostiene nella sua azione progetti volti alla formazione ed occupazione. In notevole ritardo la Campania e la Sicilia dove il livello della spesa certificata a Bruxelles è rispettivamente fermo ad un drammatico 2,2% (pari a 24,5 milioni di euro) e 3,9% (pari a 81,5 milioni di euro), mentre gli impegni sono in Campania al 20,5% (pari a 229 milioni di euro) ed in Sicilia al 21,6% (pari a 454 milioni di euro). Ma il dato che più fa riflettere sui ritardi di questo ciclo di programmazione, è quello riferito al periodo 2007-2011. Infatti, il FSE in questo periodo, su una massa di risorse spendibili di 9,3 miliardi di euro, vede certificate solo il 25,3% delle spese e impegni giuridicamente vincolanti fermi al 51,1%. Per il periodo preso in considerazione, la Campania ha impegnato il 33,1% del totale spendibile e certificato il 3,5%, Per il periodo 2007-2013 il contributo totale per la Campania ammonta a 1.118.000.000. L’impegno di spesa è pari a 229.161.503, mentre i pagamenti sono fermi a 24.491.620. Per il periodo 2007-2011 il contributo totale di spesa per la Campania è di 691.334.000. Gli impegni si fermano a 229.161.503 e i pagamenti sono solo 24.491.620
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