AVELLINO- Una perizia balistica che potrebbe cambiare la lettura dei reperti relativi al processo davanti al Collegio presieduto dal giudice Gian Piero Scarlato l a carico di Francesco Liotti, accusato di detenzione e sparo in luogo pubblico aggravati dal metodo mafioso. Il condizionale e’ d’obbligo, visto che sulla presenza di una perizia agli atti del processo non c’e’ una linea comune tra le parti. Per la difesa di Francesco Liotti, infatti, il penalista Costantino Sabatino, agli atti di questo processo non esiste una perizia balistica. Contraria invece l’Antimafia che si e’ riservata di produrla. La circostanza si e’ resa necessaria dopo l’escussione di uno degli operatori della Polizia Scientifica della Questura di Avellino che il 20 agosto 2020 in Via Visconti ad Avellino, si era occupato di repertare i bossoli esplosi nel raid contro Francesvo Liotti, obiettivo dell’agguato. In quella occasione secondo la Direzione Distrettuale Antimafia Liotti fece fuoco contro i suoi “killer” con un’arma di calibro imprecisato. In aula l’investigatore ha riferito che sul posto erano state rinvenute cinque proiettili, che non potevano essere riconducibili in quel momento a nessun arma precisa, trattandosi solo di rilievi e rinviando ad una successiva perizia balistica, che secondo la Dda di Napoli esiste e sara’ depositata nelle prossima udienza, fissata per il 20 ottobre.
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