Sparò alla ex e ai Carabinieri: 17 anni a Crisci

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Diciassette anni di reclusione, il pm ne aveva chiesti diciotto. Questa la condanna emessa dal Gup del Tribunale di Avellino Giulio Argenio nei confronti di Pellegrino Crisci, il quarantenne del Baianese che nel giugno scorso aveva sparato contro la sua ex, Michela Prencipe. Pochi minuti fa il Gup del Tribunale di Avellino Giulio Argenio ha letto il dispositivo di condanna. Il pm Luigi Iglio aveva invocato una condanna a 18 anni, richiesta a cui si era associato il penalista Nicola D’archi. La difesa rappresentata dal penalista Gaetano Aufiero aveva invocato la riqualificazione di alcuni tentati omicidi. Le indagini dopo la fuga rocambolesca di Crisci e nello stesso periodo della sua successiva detenzione avevano accertato anche minacce dal carcere alla sua vittima. Quanto è vero Gesù Cristo vi distruggo dalla testa ai piedi, vi distruggo..”. Cosi’ Pellegrino Crisci, dopo che il diciannove giugno scorso gli aveva esploso contro diversi colpi di pistola, continuava a minacciare anche dal carcere la sua ex compagna, Michele Prencipe. Sia con chiamate da un telefonino (scoperto dagli inquirenti) che attraverso delle lettere. Uno stato di perdurante ansia e paura, dopo le ferite rimediate nel vero e proprio agguato subito dalla donna. Per il quarantenne di Sirignano la Procura di Avellino aveva chiuso le indagini, con nuove accuse poche settimane fa.. A partire dalle tre ipotesi più gravi. Tre tentati omicidi contestati all’indagato, assistito dal penalista Gaetano Aufiero, che si trova ora detenuto nel carcere di Agrigento. Tutti riferiti al pomeriggio del 19 giugno scorso quando prima aveva esplosi diversi colpi all’indirizzo della Prencipe, che era rimasta ferita e scampata però al suo aguzzino. Poi aveva esploso colpi di pistola contro Giuseppe Miele e i Carabinieri. Non solo, lungo il tragitto aveva anche esploso colpi di pistola contro una vettura e all’indirizzo anche di un’altra donna. Quindici capi di imputazione contestati dalla Procura di Avellino nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari firmato dal pm Luigi Iglio, il magistrato che ha coordinato le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Baiano e del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Avellino. A partire dal primo tentato omicidio, collegato alle minacce che la Prencipe aveva subito dal suo ex compagno, con il ferimento della donna avvenuto ad Avella e gli episodi successivi al primo raid di Crisci, fino a quando non è stato bloccato da una pattuglia dei Carabinieri che lo aveva intercettato e inseguito da Mugnano del Cardinale a Sirignano. Il secondo episodio di tentato omicidio riguarda Miele Giuseppe, che mentre si trovava in strada, sempre il 19 giugno del 2023, era stato raggiunto da Pellegrino Crisci, che aveva fatto retromarcia aveva esploso diversi colpi d’arma da fuoco all’indirizzo di Miele , mentre si trovava in via Malta attingendolo al ginocchio e alla gamba di zona inguinale. Il terzo episodio di tentato omicidio contestato a Crisci riguarda quello ai danni dei Carabinieri della Compagnia di Baiano. Una volta intercetatto Crisci avrebbe detto ai militari: “allora vi devo uccidere”, esplodendo un colpo d’arma da fuoco all’indirizzo degli stessi. I militari erano riusciti a pararsi dai colpi esplosi da Crisci ed avevano esploso a loro volta colpi d’arma da fuoco all’indirizzo del Crisci, riuscendo a disarmarlo. Nel corso della sua fuga Crisci aveva sparato anche contro una vettura che gli ostruiva la strada, colpendola nella parte centrale dela fiancata , nella parte posteriore della vettura e all’altezza di uno pneumatico.Poi ci sono le diverse contestazioni legate sia ai tre tentati omicidi che a quanto avvenuto dopo. A partire dalla detenzione di arma bianca e di munizioni abusive, si tratta di un coltello di 31 centimetri con una lama lunghezza 17 cm, chiaramente utilizzabile per l’offesa alla persona. Nella stessa disponibilità di Crisci erano stati anche rinvenute 23 cartucce. La violazione degli arresti domiciliari a cui era sottoposto dal novembre del 2022. Contestato anche per due distinte occasioni il reato di  «accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di detenuti. I Carabinieri hanno infatti documentato che mentre era detenuto all’interno del carcere di Avellino, Reggio Calabria e Agrigento con un telefonino nella sua disponibilità e uso con la quale aveva sia fatto nuove minacce a Michele Prencepe che ad una donna che contattato suoi familiari.

Minaccia ad un altra donna, dal carcere a telefono il 17 luglio aveva intimato alla stessa che non doveva parlare con i Carabinieri e doveva tenere tutto dentro altrimenti le avrebbe fatto una guerra; inoltre el riferiva che non ol doveva sottovalutare perché lui “anche da soto terra respirando, con una cannuccia non si fermerà mai”, che si era salvata ma che avrebbe ucciso anche lei. A cui si aggiungono le minacce ad un uomo che aveva convocato a casa sua a Sirignano, poi, dopo averlo fatto accomadare all’interno, con tono intimidatorio, riferiva alla p.o. le seguenti parole: “Vuoi i soldi… vuoi i soldi… adesso te li do io i soldi…”; successivamente estraeva una pistola e, dopo aver afferrato lo stesso gli aveva fatto abbassare il capo, puntandogli l’arma sulla testa. La terza contestazione di minacce riguarda proprio i Carabinieri che lo avevano intercettato a Mugnano, a cui aveva mostrato dalla sua vettura la pistola per minacciarli.