Solofra, Amt e Legambiente su chiesa Spirito S.: “Crollo annunciato”

10 Ottobre 2013

Solofra – “Ieri è crollata una trave del soffitto della chiesa dello Spirito Santo, la cui costruzione risale al 1610. Che dire, cronaca di un crollo annunciato. La chiesa dello Spirito Santo è in stato di abbandono e degrado totale da anni. Sarebbe stato necessario un intervento di puntellatura all’epoca del terremoto del 1980 e invece, chi era preposto alla sua cura in questi anni ha lasciato correre. La scusa è sempre la stessa, non ci sono soldi”. Così in una nota Carla Nizzolino, presidente dell’associazione AMT, Arte Museo e Territorio.

“In 33 anni non si è cercato di conservare quello che era rimasto della chiesa. I beni che abbiamo sul nostro territorio, appartengono alla cultura e alla collettività, sono testimonianza storica del passato, sono la nostra memoria, l’abbiamo ereditata ed è nostro dovere conservarla per tramandarla a chi verrà dopo di noi. Ma sono ancora in pochi a capirlo e la chiesa dello Spirito Santo ne è la prova e, qui a Solofra, non è l’unico bene a rischiare. La villa romana è nelle stesse condizioni, la copertura realizzata anni fa a scopo protettivo è ormai fatiscente, rischia di crollare e le erbacce ormai ne nascondono la vista. Ma sicuramente non ci sono soldi per intervenire quindi, sarà tra non molto, la protagonista della cronaca di un crollo annunciato”.

“Da anni ormai con l’appuntamento di “Salvalarte: Solofra aperta al turismo – dichiara Antonio Giannattasio, presidente del Circolo Legambiente Volontariato Soli Offerens – in sinergia con l’Ass. AMT, sottolineiamo la bellezza della nostra città, così come denunciamo lo stato di abbandono di strutture religiose e civili, monumenti e patrimonio storico-artistico. I crolli annunciati purtroppo diventano routine lì dove si fanno passare gli anni senza intervenire e lì dove non c’è un reale interessamento e sensibilità per il patrimonio artistico cittadino. La chiesa dello Spirito Santo è uno dei tanti malati che attendono in agonia. Salvare la struttura o quantomeno la facciata, per le generazioni attuali e future, costituirebbe una importante testimonianza e uno scenario storico per la tradizionale infiorata che colora l’intero quartiere durante la processione del Corpus Domini”.


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