Scontro Vignola-Morgante, il sindaco: “Stiamo per formalizzare l’incarico al legale”

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Pasquale Manganiello – Il sit-in di protesta a cui parteciperanno venerdì prossimo sindaci, associazioni e cittadini presso l’ospedale Landolfi di Solofra marca il forte dissenso nei confronti dei tagli previsti dall’atto aziendale annunciato dalla manager del Asl di Avellino, Maria Morgante, che ridurrà la rete di servizi territoriali sulle strutture sanitarie della provincia.

La reazione del sindaco di Solofra, Michele Vignola, all’atteggiamento della dirigenza Asl che finora si è opposta a qualsiasi tentativo di discussione su possibili modifiche all’atto aziendale, si pone in scia con quella di altri colleghi irpini ed è giunta fino al TAR.

“Siamo costretti ad imboccare la strada del ricorso amministrativo, stiamo per formalizzare l’incarico legale ad un importante avvocato. Possiamo fermare la procedura, abbiamo infatti 70 giorni di tempo, dal 2 ottobre, per depositare il ricorso, ma lo faremo solo se ci fosse una modifica dell’atto aziendale approvato in Regione.

In questo anno più volte ho avuto modo di parlare dell’Asl con il presidente De Luca, anche dopo aver terminato la battaglia sul piano ospedaliero sanitario regionale che si è concluso positivamente per il Landolfi. Siamo riusciti a raddrizzarlo, evitando ad esempio la chiusura del reparto di ginecologia o riuscendo ad avere 4 posti letto per la terapia intensiva in rianimazione. In questo atto aziendale c’è stato qualcosa di positivo rispetto all’anno scorso, però restiamo fortemente penalizzati non solo per quanto riguarda l’ortopedia: non è chiara, infatti, la situazione sui 18 posti letto in psichiatria, oltre alle difficoltà sulla rete territoriale, in particolare per il centro diurno per malati psichiatrici di Solofra per cui sarebbe prevista la soppressione.

Venerdi – conclude Vignola – ci sarà un primo sit in di protesta organizzato dalla Commissione pari opportunità del Comune di Solofra. Il ricorso sarà portato avanti da Solofra e Sant’Angelo dei Lombardi, altri comuni volevano aderire ma abbiamo ritenuto opportuno coinvolgerli in un documento politico di sostegno alle nostre richieste. Ribadisco, andiamo avanti nella procedura di ricorso.”