Sidigas-Vanoli, Lepore racconta il suo derby: “Legatissimo alla città, ma voglio vincere”

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“Che coincidenza esordire da capo allenatore proprio contro Avellino”: così, esattamente uno squarcio di stagione fa, il tecnico della Vanoli Cremona, Paolo Lepore, commentava il suo debutto alla guida della squadra dove da ben nove anni ha militato restando all’ombra dei riflettori e vivendo in prima persona la promozione in Serie A, le due qualificazioni alle Final Eight e la galoppata dello scorso anno terminata nei quarti di finale dei playoff scudetto.

Oggi, un girone dopo, il coach di origine irpina, ma di tradizione e accento lombarda, si ritrova di fronte nuovamente quella squadra da cui è partito tutto, questa volta tuttavia si gioca al Del Mauro.

“Ho legami molto forti con Avellino e con la mia famiglia (Lepore è il nipote di Gigetto Valentino, colonna della Scandone di qualche anno fa, ndr) – ci racconta il coach – Sicuramente per loro sarà un grande orgoglio vedermi sui legni del PalaDelMauro da capo tecnico. Quando giocando a basket ogni estate era buona per tornare nella città dove ho lasciato familiari e amici, certo non mi aspetto che sabato facciano il tifo per la Vanoli”.

Emozioni a parte, a quattro giornate dal termine della regular season al Del Mauro saranno in palio due punti pesantissimi: per Avellino che deve difendere il terzo posto e per Cremona, ad oggi retrocessa dopo la clamorosa vittoria di Pesaro a Brindisi. “Una settimana fa eravamo salvi, oggi siamo retrocessi – continua Lepore – Sono gli alti e bassi della pallacanestro. Il morale non è altissimo perché veniamo da una sconfitta inaspettata nel derby contro Brescia e andiamo ad affrontare una squadra come la Sidigas superiore a noi nel talento”.

In questa fase di stagione tuttavia tutto può accadere, guardando allo scorso campionato i più davano già per spacciata Torino e salva Bologna, invece alla fine è avvenuto il contrario. “L’esempio è quello giusto – ci dice il coach – Dobbiamo giocare con la giusta grinta e determinazione fino a che la matematica non ci condanna”.

E proprio grinta e determinazione saranno le chiavi di volta per scardinare il fortino irpino. “Dobbiamo essere consapevoli di non dovercela giocare sul talento, bensì sull’agonismo”. Paura no ma rispetto sì insomma… “Non si tratta di sminuire i miei giocatori, loro hanno più talento e dobbiamo pensare di batterli non correndogli dietro ma limitandoli ai rimbalzi e sporcandogli le giocate. Al Del Mauro non si può vincere giocando a viso aperto”.

Sulle rispettive chance delle due squadre di raggiungere i propri obiettivi al termine della stagione regolare, Lepore è sicuro: “Non conosco il calendario di Avellino ma, al netto dell’assenza di Fesenko (fermo ai box fino ai playoff, ndr) non dovrebbe avere problemi a mantenere la terza piazza e forse potrà insidiare la stessa Venezia. Con Logan hanno aggiunto qualità e Sacripanti trasmette la giusta esperienza al roster. Occhio però a Reggio Emilia, che vedo in netta ripresa”.

E Cremona? “Il motto da qui alla fine sarà giocarcela partita dopo partita; come contro la Sidigas il mantra delle ultime uscite dovrà essere l’agonismo, la voglia di mantenere la categoria. Purtroppo in troppe occasioni siamo stati sfortunati nei finali in volata, solo contro Trento abbiamo davvero meritato la sconfitta, ma siamo consapevoli di aver dato il massimo finora”.

Futuro ad Avellino? “La Scandone ha un target di allenatori più alto rispetto al mio. Sono appena agli inizi della carriera e già mi è toccata questa patata bollente. Devo fare il mio percorso centrando gli obiettivi, senza fare il passo più lungo della gamba. Sono contento dell’opportunità che mi è stata data qui, ma avrei preferito non dover sostituire un coach esperto come Cesare Pancotto che seguivo da 3 anni”.

di Renato Spiniello.