Sicurezza Autostrade, dal Mit pressioni sulle concessionarie per sostituzione barriere

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“Da Autostrade, nonostante la strage di Acqualonga del 2013 e i sequestri di alcun barriere lungo l’A16, non è stato disposto nessun efficace dispositivo di controllo per tutelare l’incolumità degli utenti su strada“. E’ quanto si legge nel dispositivo di sequestro preventivo delle barriere e delle corsie di marcia destra lungo 10 viadotti dell’autostrada A14 Bologna-Taranto, tutti posti fra le uscite Pescara Ovest e Pedaso in provincia di Fermo.

Il sequestro è stato disposto dalla Procura della Repubblica di Avellino, ovvero dal Procuratore Rosario Cantelmo e dal sostituto Cecilia Annecchini, titolari dell’indagine, nell’ambito dell’inchiesta-bis sulla sicurezza dei viadotti autostradali, dopo che nel luglio 2013 un bus ha sfondato le barriere bordo-ponte ed è precipitato nella scarpata causando 40 vittime.

La seconda inchiesta è partita dalla perizia del professor Felice Giuliani dell’Università di Parma, il perito d’ufficio del processo per la strage di Acqualonga che ha contestato ad Autostrade, la società concessionaria della rete autostradale in Italia, di non aver rispettato quanto previsto nel regolamento recante istruzioni tecniche per la progettazione, l’omologazione e l’impiego delle barriere stradali di sicurezza.

In pratica, per pm e consulenti, Autostrade avrebbe sostituito le precedenti barriere, denominate “Liebing Plus”, già omologate e certificate, con barre filettate inghisate di malta cementizia, così da compromettere notevolmente la capacità di contenimento in caso di urto con veicolo pesante e la maggiore rigidezza della stessa a seguito d’impatto con veicolo leggero, tale da non mantenere un indice Asi inferiore al valore prescritto di 1.4.

Sulla questione vi è anche un parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Da qui la Direzione Generale per la Vigilanza sulle Concessioni Autostradali ha sollecitato espressamente Aspi a predisporre un programma di sostituzione e riqualifica dei sistemi di ancoraggio sull’intera rete autostrade. Richiesta però ritenuta illegittima e pregiudizievole da parte della concessionaria, ma la Direzione ha insistito chiedendo nuovamente di predisporre un piano, da concertate con gli Uffici Ispettivi Territoriali del Mit, di ammodernamento e sostituzione dei sistemi di ancoraggio sulle tratte autostradali di competenza. Diverse le riunioni che si sono tenute con gli Uffici Ispettivi Territoriali di Roma e le concessionarie, tra queste anche Autostrade, e sono state dettate anche delle linee guida per gli interventi da eseguire.

Ciò che emerge – si legge sempre nel dispositivo – è che la maggior parte delle barriere posizionate sulle strade italiane sono inserite nel gruppo di priorità numero uno, in cui è massima l’urgenza di intervento di qualifica. Nonostante le specifiche e pressanti indicazioni da parte degli organismi ministeriali, scrive il Gip, Autostrade ha avuto una strategia attendista e dilatatoria, presentando invece istanze di dissequestro tra l’altro rigettate.

Proprio alla luce di tali considerazioni la Procura e il Gip hanno ritenuto di dover sequestrare le barriere anche lungo l’A14, proprio per evitare che avvenga un disastro di proporzioni analoghe alla strage di Monteforte del luglio 2013.