Sibilia: “Rimborsopoli? Il Movimento caccia chi sbaglia, altri candidano gli indagati”

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Marco Imbimbo – Un faldone di 64 bonifici effettuati dal 2013 ad oggi, oltre ai grafici con i dati dei soldi arrivati in Irpinia grazie al fondo per le piccole e medie imprese. Carlo Sibilia, candidato del Movimento 5 Stelle, risponde con le carte alle accuse sulla vicenda “rimborsopoli”, nel corso di una conferenza presso il circolo della Stampa, alla presenza anche di Ugo Grassi e Michele Gubitosa.

«Negli ultimi giorni si è scatenata una ricerca all’oro nelle rendicontazioni dei 5 stelle», sottolinea Sibilia prima di tirare fuori i numeri delle restituzioni negli ultimi 5 anni e i loro frutti. «Abbiamo dato 23 milioni di euro al fondo PMI. In Irpinia e nel Sannio, dal 2013 ad oggi, grazie a questi fondi, sono state accolte 14b8 domande per un totale di oltre 3,3 milioni di euro di finanziamenti, con una media di 22600 euro. Tutto ciò ha garantito 367 nuovi posti di lavoro. In queste cifre ci sono anche i soldi che ho restituito io».

Numeri, dunque, che servono a fare chiarezza sulla vicenda “rimborsopoli” anche se Sibilia non manca di ringraziare i giornalisti che l’hanno fatta emergere: «Facendo le pulci nei nostri conti, ci hanno permesse di mettere alla porta le mele marce. Chi non ha ottemperato alle promesse è stato fatto fuori».

La differenza tra il M5S e gli altri partiti sta proprio nelle conseguenze di fronte agli sbagli che commette qualche iscritto: «Tutti possiamo sbagliare – sottolinea – ma questa vicenda ci conferma che, nel M5S, non li troverete mai ad avere ruoli di responsabilità. Chi sbaglia viene messo alla porta». Un errore lo ha commesso anche lui, come sottolinea: «Rivedendo i miei conti, ho notato che non ho restituito 166 mila euro, ma 1700 euro in più».

Conti a parte, Sibilia afferma come sia «fastidioso» venire accusato per cose che non ha commesso. Così, con gli estratti conto alla mano, mostra tutti i bonifici di restituzione effettuati negli ultimi 5 anni: «Sono ben 64 pagine». Quindi un appello alla stampa: «E’ stata brava a fare i conteggi e farci capire i nostri errori, spero ci sia una stessa pressione per i candidati di altre liste. Come Foglia, invischiato in una vera vicenda “rimborsopoli”, non come la nostra con restituzioni volontarie e non previste dalla legge. Oppure c’è De Caro indagato per concussione; D’Agostino rinviato a giudizio e altri per omessa bonifica».

Ugo Grassi definisce tutta questa vicenda come «surreale» perché il Movimento «restituisce volontariamente i soldi e può capitare che qualcuno abbia sbagliato a fare i suoi conti. Invece impongono una riflessione quei casi in cui è stato fatto in maniera dolosa, tradendo la fiducia di tutti. E’ evidente che il rischio di corrompersi sia sempre dietro l’angolo e potrebbe colpire chiunque, ma la differenza con gli altri partiti sta nel fatto che il Movimento caccia chi non rispetta le regole».