Da “Il Biancoverde” numero 7
Carlo Sibilia, 27 anni, deputato del Movimento 5 Stelle, riavvolge la pellicola della sua prima giovinezza e mi svela la sua passione innata per lo sport.
Il filo rosso che attraversa la trama del racconto, intreccia sentimenti trasversali, dalla nostalgia per le domeniche trascorse allo stadio, in compagnia della sua famiglia, all’entusiasmo dei pomeriggi al Palazzetto dello Sport, quando la Scandone rincorreva il sogno della serie A e iniziava la sua inarrestabile scalata verso quel successo che ha contribuito a far crescere questa disciplina nella nostra provincia.
Che rapporto ha l’onorevole Carlo Sibilia con lo sport?
“Lo sport nella mia vita ha avuto sempre un ruolo fondamentale, soprattutto nell’adolescenza, ma col basket è stato amore a prima vista. Dai 10 ai 16 anni ho visto crescere il movimento cestista qui in Irpinia, un’eccellenza, oltre che una delle poche realtà sane di questa provincia. Ricordo il mio primo ingresso al Pala del Mauro con Pavone e Frascolla, due personaggi della palla a spicchi che hanno portato in alto il nome della squadra. Per il basket era il periodo del boom ed io mi lasciai travolgere da questa sentimento diffuso”.
Oggi riesci a ritagliarti un po’ di spazio per dedicarti all’attività fisica?
Pochissimo, ne dovrei praticare sicuramente di più. Però, in Parlamento per fare gruppo, noi del Movimento 5 stelle, organizziamo delle partite di calcetto, complice il fatto che siamo tutti giovanissimi e quindi anche più atletici, non è difficile mettere su qualche squadra e disputare qualche gara amatoriale che più amatoriale non si può! In genere ci incontriamo tra le 11 di sera e la mezzanotte, appena liberi dagli impegni istituzionali.
Quindi lo sport per te è soprattutto un momento di integrazione e di socializzazione?
Sì, lo sport alla fine unisce sempre. Ritengo che insieme alla musica, giochi un ruolo da padrone. E’ uno di quegli ingredienti che può aiutarci a ritrovare quel senso di comunità che si è perso. Purtroppo in questo Paese si è creato un clima tale che ha inquinato il senso positivo dello sport. Il mio sogno è rivedere le famiglie allo Stadio. Ricordo che la prima partita di calcio dell’Avellino a cui ho assistito era contro il Chieti, andai allo Stadio con i miei genitori, vorrei che anche le nuove generazioni potessero portare i loro figli allo Stadio. Per far questo bisogna ripristinare un senso di collettività che è andato smarrito.
In che modo lo sport può essere utile per ritrovare questo senso di comunità?
Lo sport è fondamentale perché è cultura del fair play, dell’imparare le sconfitte, del migliorarsi continuamente e riuscire a capire che la vita non è una guerra, ma è collaborazione e cooperazione. In questo i comuni dovrebbero giocare un ruolo più attivo per diffondere e incentivare dei progetti che coinvolgano i più giovani, ma anche gli anziani.
Per esempio?
Già le piste ciclabile ad Avellino sarebbero un traguardo importante. Tante volte noi attivisti del M5S ci siamo battuti per investire in questo progetto, un occasione di sport che si fonde con la mobilità. Rappresenterebbe un valore aggiunto sotto tutti i punti di vista: ne guadagnerebbe la salute, l’ambiente e la qualità della vita.
Tra i vari impegni in Parlamento riesci ancora ad andare allo stadio?
Purtroppo poco. Però ultimamente sono stato al Partenio-Lombardi a vedere l’Avellino-Monza e abbiamo portato a casa la vittoria, vuol dire che quando vado porto bene!
Che ne pensi della gestione della squadra?
Le tristi vicende dovute a gestioni discutibili, grazie a Dio fanno parte del passato. Chi è alla guida di una squadra, soprattutto in città come la nostra dove l’amore verso il calcio è grande, deve agire con grossa responsabilità, anche a livello finanziario.
Hai detto che con i tuoi colleghi ti ritagli un po’ di spazio serale per dedicarti all’attività fisica, Beppe Grillo ha mai partecipato ad una delle vostre partite?
No, Beppe al massimo nuota, ma quando ci sarà occasione lo inviteremo. Per il momento non l’ho mai visto giocare a calcio, poi lui è fuori dalla sale di Montecitorio. Lasciamolo a Genova ad allenarsi nella sua piscina.
(di Rosa Iandiorio)
