Settimana decisiva per i tagli alla Sanità dell’Alta Irpinia

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La settimana si apre nell’ombra del verdetto per i comuni di Sant’Angelo dei Lombardi e di Bisaccia.
Entro il 31 ottobre la Giunta Regionale della Campania approverà le modifiche al piano ospedaliero che passerà poi in consiglio regionale per il definitivo via libera.
Nei giorni scorsi i consiglieri regionali irpini avevano unitariamente presentato un pacchetto di emendamenti all’assessore Angelo Montemarano, finalizzati a garantire all’Assistenza Ospedaliera, compreso l’Emergenza negli Ospedali delle zone interne, segnatamente di Bisaccia e S. Angelo dei Lombardi, salvaguardando e rafforzando le funzioni sanitarie e specialistiche preesistenti. Le proposte avanzate sono quattro e mirano sostanzialmente a tagliare il numero delle Asl e dei distretti sanitari (una sola azienda sanitaria ogni milione di abitanti e un distretto ogni 100mila abitanti). Riportando la proposta nel capoluogo irpino, Avellino avrebbe una sola Asl in tutta la provincia e quattro distretti. Non solo, il presidente della V Commissione Sanità Angelo Giusto ha proposto di abolire i Cpt che risultano inutili e dispendiosi.
In questo modo l’ospedale di Bisaccia sarebbe reinserito nella rete di emergenza grazie alla riclassificazione di ospedale territoriale, potendo contare su 10 posti letto in chirurgia, 20 in medicina e 30 in lungodegenza, oltre che un servizio di primo soccorso per la stabilizzazione del malato. Per l’Ospedale di Sant’Angelo dei Lombardi si prevede così una rimodulazione dei posti letto: 96 in riabilitazione, 10 in chirurgia e 10 in medicina.
Intanto l’Alta Irpinia non arresta la sua battaglia. Domani a Bisaccia il Pd locale ha convocato un vertice con tutte le forze politiche locali e gli amministratori per mettere a punto la strategia da adottare. Il malcontento contro il Governo regionale straripa in tutto il territorio altoirpino che continua a non accettare i motivi dei tagli che sono penalizzanti per le realtà di Bisaccia e Sant’Angelo a fronte della moltitudine di sprechi provenienti per la maggior parte dalla realtà napoletana e casertana.

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