Sei Medaglie d’Onore per gli ex internati militari italiani di Roccabascerana

Sei Medaglie d’Onore per gli ex internati militari italiani di Roccabascerana

4 Giugno 2021

Il 2 giugno, 75° anniversario quest’anno della proclamazione della Repubblica, è stata la consueta occasione istituzionale per riportare alla memoria dei cittadini i soldati dell’ultima guerra, costretti ai campi di lavoro in Germania dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Questi nostri militari, più conosciuti come ex Imi, internati militari italiani, furono fatti prigionieri dall’esercito tedesco subito dopo la resa dell’Italia ed internati nei campi di concentramento per essere di giorno al servizio dell’industria bellica e più in generale dell’apparato economico tedesco sempre più carente di manodopera. Quest’esercito di disperati, oltre 600mila italiani deportati ed internati tra il 1943 e il 1945, sfruttati e vessati sul lavoro spesso fino alla soccombenza fisica, oggi vengono restituiti al loro Paese grazie all’anagrafe LeBi, la banca dati on line che sta realizzando il progetto italo-tedesco ed è riuscita ad oggi a censire già 284mila Imi dopo aver consultato oltre un milione di stati matricolari ed altri documenti. Questo lavoro paziente di ricostruzione storica si sta realizzando in maniera sistematica grazie anche al contributo di referenti territoriali, veri appassionati di storia della seconda guerra mondiale e dell’immane tragedia che essa ha rappresentato per tutti i popoli, il tutto per non disperdere il patrimonio culturale e umano legato a quella drammatica vicenda. Roccabascerana è in questo senso abbastanza fortunata, grazie alla passione di del giovane studioso Mario Rossi, da anni dedito a riportare alla memoria della comunità locale i soldati del Comune impegnati nell’ultima guerra. Dopo i riconoscimenti ottenuti precedentemente in favore di altri nostri militari, Mario Rossi ha segnalato e fatto insignire della Medaglia d’Onore alla Memoria altri 6 militi di Roccabascerana su 10 dell’intera provincia. Nella celebrazione del 2 giugno scorso, nel chiostro della Prefettura di Avellino sono stati insigniti dell’ambita onorificenza dal Prefetto Paola Spena i soldati di Roccabascerana: – Coletta Giuseppe catturato sul fronte balcanico il 9/9/1943 e sopravvissuto ai campi di lavoro tedeschi fino alla liberazione l’8/5/1945; – Principe Cosimo, fatto prigioniero dai tedeschi l’8/9/1943 e liberato dal campo di concentramento il 30/8/1945; – Izzo Pietro, catturato l’8/9/1943 e morto nel campo di lavoro tedescol’1/9/1944, sepolto in una fossa comune nello Stalag III D di Berlino; – Piantadosi Nunzio, catturato sul fronte albanese il 10/9/1943 e internato nello Stalag XVII G fino al 15/7/1945; – Lizza Pierino, fatto prigioniero dalle truppe tedesche sull’isola di Creta l’8/9/1943 e morto annegato nell’affondamento del piroscafo Sinfra bombardato dagli inglesi; – Zollo Luigi, catturato dai tedeschi a Creta l’8/9/1943 e sopravvissuto al naufragio del Sinfra e internato in Germania nello Stalag XII A fino alla liberazione delle truppe americane nella primavera del 1945. Su questi due ultimi militari c’è da sottolineare una sorta una sorta di comunanza particolare che va oltre l’appartenenza, ai tempi del presidio dell’Isola di Creta, alla stessa Divisione Siena, allo stesso reparto Fanteria. Uno sopravvisse al naufragio del Sinfra, il sig. Zollo Luigi, l’altro mori annegato, il sig. Pierino Lizza. Al rientro in Italia, Luigi Zollo che aveva visto il compaesano sparire tra i flutti, nel cuore della notte, mentre i due erano aggrappati ad un tavolone della nave sventrata, andò a denunziare l’accaduto in un verbale dei Carabinieri recante la data del 5/3/1947. Questo consentì alla famiglia Lizza di beneficiare di una pensione di guerra che le ha assicurato un minimo di sussidio per lunghi anni, soprattutto al figlio Rino restato orfano ancora bambino e che ha potuto comunque realizzarsi nella vita. La meritoria attività di studio e di ricerca di Mario Rossi sarà quanto prima portata all’attenzione dei cittadini di Roccabascerana perché, grazie al suo operato, la comunità locale è ora in grado di disegnare una mappa completa dei soldati di questo territorio che si sono sacrificati per la loro fedeltà agli ideali dell’Italia repubblicana. Avendo timore e paura di non tornare più a casa e tra i loro cari, come è accaduto per molti di loro.